Con 3.139 infrazioni rilevate, 2.586 persone denunciate, 10 arresti e 1.221 sequestri giudiziari effettuati lo scorso anno, la Puglia si riconferma al quarto posto nella classifica nazionale dell’illegalità ambientale. Lo ha rivelato l’ultimo “Rapporto Ecomafia 2011” di Legambiente, presentato nella mattinata di martedì presso la Prefettura di Bari.

I dati hanno dimostrato un trend peggiore rispetto al 2009: più alto il numero di infrazioni e denunce, meno gli arresti. Per non parlare dei sequestri portati a termine sul territorio, per i quali la nostra regione si collocherebbe addirittura al primo posto. È emerso anche il record di discariche abusive di pneumatici e l’aumento degli illeciti sul fronte del ciclo del cemento, soprattutto nella provincia di Lecce. Il “Rapporto Ecomafia” ha evidenziato ancora una regione dall’alto grado di illegalità nel ciclo dei rifiuti, seconda solo alla Campania. In questo caso, le infrazioni accertate sono scese a 609 (rispetto alle 735 del 2009), ma mantengono comunque alta l’incidenza sul totale nazionale (10,2%). Un aumento ha interessato il numero delle persone denunciate, 616, mentre c’è stato un netto calo nei sequestri, da 486 nel 2009 a 294 lo scorso anno. Tra le province pugliesi il triste primato va a Bari. Con una illegalità diffusa e radicata, il capoluogo si riconferma un importante snodo per il traffico internazionale di materiale plastico usato, carta da macero, rottami ferrosi, rifiuti elettrici ed elettronici.
Dal 2002 ad oggi, si sono svolte 36 inchieste su attività finalizzate al traffico illecito dei rifiuti che hanno coinvolto tutto il territorio regionale. Il 19,7% circa delle inchieste condotte a livello nazionale. Negli ultimi cinque anni, dal gennaio del 2005 fino allo scorso settembre, la Puglia ha detenuto il triste record delle discariche non autorizzate sequestrate dalle forze dell’ordine: ben 258, quasi il 22% sul totale nazionale. Segno di una diffusa illegalità nel settore, dovuta in parte all’inefficienza dell’intera filiera di raccolta e smaltimento dei pneumatici fuori uso. Nulla di buono neanche per quel che riguarda il ciclo del cemento: la nostra regione raggiunge il quinto posto con 566 infrazioni, 728 denunce, 317 sequestri e 3 arresti. Lecce dimostra di essere la punta di questo preoccupante iceberg, occupando complessivamente la sesta piazza con 211 infrazioni, 266 persone denunciate e 163 sequestri effettuati. Nel Salento, sembra infatti che il business delle ville e delle seconde case non conosca davvero limiti. Diversi “mostri di cemento” sono stati sequestrati dalle forze dell’ordine, edifici che hanno distrutto in parte coste e macchia mediterranea. In Puglia persiste, infine, il fenomeno del commercio illegale degli animali, spesso impiegati nel corso di eventi clandestini dietro ai quali c’è quasi sempre la criminalità organizzata.

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