Italia: le notizie e le immagini degli ultimi tempi ce l’hanno descritta soprattutto come terra d’accoglienza, ambita e agognata meta di sbarchi, forieri di migliaia di profughi e richiedenti asilo alla ricerca di una quella vita dignitosa e tranquilla che i paesi di origine non sono mai riusciti a garantire loro.

Ma tale situazione rispecchia la realtà solo in parte: il popolo degli Italiani all’estero, infatti, cresce. I connazionali che hanno lasciato il Belpaese, mantenendo o acquisendo la cittadinanza, sono 4 milioni 115.235, con un balzo in avanti di quasi 90mila persone nell’arco di un anno. Questi sono i dati contenuti nel VI Rapporto della Fondazione Migrantes sull’emigrazione, presentato a Roma: un’altra faccia dell’Italia, dunque, a dimostrazione del fatto che la storia nostrana di arrivi ma anche di partenze, la quale affonda nel periodo tra le due guerre mondiali le radici più profonde, non si è mai interrotta.
I primi a fare le valigie sono gli abitanti del sud-Italia: non a caso, il maggior numero dei connazionali residenti all’estero e iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani all’estero, proviene dalle regioni meridionali. A porsi in testa alla classifica sono gli isolani: la Sicilia con 666.605 cittadini, si conferma prima regione di emigrazione (16,2%), seguita da Campania (426.488, 10,4%), Lazio (365.862, 8,9%), Calabria (356.135, 8,7%), Lombardia (318.414, 7,7%) e Puglia (315.735, 7,7%). A seguire troviamo Veneto Piemonte, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Basilicata, Liguria, Marche, Sardegna, Molise e Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta che chiude la graduatoria delle regioni italiane con 4.439 cittadini (0,1%). Un’ulteriore conferma arriva dall’analisi provinciale dei dati, che riportano ai primi posti Roma, Cosenza, Agrigento, Salerno, Napoli, Catania, Palermo, Avellino, Lecce e Potenza, mentre subito dopo troviamo Treviso e Milano. Torino e’ in 16esima posizione e Udine in 18esima.
Coloro che decidono di lasciare lo stivale scelgono come residenza alternativa prevalentemente l’Europa (2 milioni e 263 mila) e l’America (1 milione e 629 mila), realizzando, però, consistenti insediamenti anche in altri contesti, come in Sudafrica e in Australia. Continua a crescere la presenza femminile, che si attesta al 47,8%, mentre si registra un calo fra le persone più avanti con gli anni: il 18,6% nel 2011 ha più di 65 anni, contro il 19,2% dell’aprile 2010. Di contro, aumentano i minorenni (16%, ma erano 15,4% nel 2010) e, anche se di poco, i celibi/nubili (53,5% rispetto al 53,4% nel 2010).

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