Domenica 12 giugno, dalle 8 alle 22 e lunedì 13, dalle 7 alle 15, si svolgeranno le votazioni per 4 referendum popolari. La consultazione interesserà, sul territorio nazionale, 47.357.878 elettori, mentre all’estero i votanti sono 3.236.990. Affinchè il referendum sia valido, deve andare alle urne il 50% piu’ uno degli aventi diritto. Le operazioni di scrutinio inizieranno il 13 giugno dopo la chiusura delle urne.

Sono quattro i referendum popolari. Il primo, su cui si voterà su una scheda di colore rosso, riguarda la gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Si chiede l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008. Il decreto, come spiegano i promotori del referendum, stabilisce come modalita’ ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a societa’ a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. La norma prevede che entro il 2011 le societa’ di gestione a totale capitale pubblico cessino o si trasformino in societa’ a capitale misto. Inoltre disciplina le societa’ miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Il secondo referendum, su scheda di colore giallo, riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato. Si propone ”l’abrogazione dell’art.154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico sia determinata tenendo conto dell’ ”adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Si chiede, insomma, di cancellare la norma che prevede la sicurezza dei guadagni da parte delle societa’ private alle quali sono stati affidati i servizi idrici, quindi la possibilita’ di aumentare le tariffe. Il gestore privato con la legge in vigore puo’ caricare sulla bolletta fino al 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a un miglioramento qualitativo del servizio.
Il referendum numero 3, su scheda di colore grigio, propone l’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.

Il quesito numero 4, con scheda di colore verde, propone l’abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale, come risulta a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Ciascun elettore ha diritto di esprimere il voto, con la matita copiativa, tracciando un segno sul riquadro corrispondente alla risposta da lui prescelta (“SI” o “NO”).

Votando ‘SI’, il cittadino esprime la volontà di abrogare le norme sottoposte a referendum; votando ‘NO’ esprime la volontà di mantenere in vigore le norme sottoposte a referendum.

E’ possibile ritirare, e quindi votare, anche solamente la scheda per uno o per alcuni dei quesiti referendari.

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