Primo passaggio in I commissione sui due disegni di legge inerenti il Rendiconto del bilancio 2010 e la prima manovra di assestamento al bilancio 2011 della Regione. I commissari hanno ascoltato la relazione dell’Assessore al Bilancio Michele Pelillo (Pd).

In merito al primo provvedimento l’assessore si è espresso piuttosto positivamente. “Con il bilancio 2010 – ha detto – sono stati conseguiti tutti gli obiettivi prefissati: rispetto del Patto di stabilità; minor carico fiscale in assoluto della Puglia con altre tre regioni e rafforzamento dello stesso bilancio attraverso diverse operazioni, alcune delle quali hanno avuto riflessi nel 2011. In particolare l’introduzione a metà 2010, con la legge di variazione di bilancio, del Fondo coperture rischi per avviare a soluzione il problema dei Consorzi di bonifica e il perfezionamento della transazione con Merrill Lynch che dovrebbe concludersi positivamente nelle prossime settimane”. “Anche per la sanità – ha aggiunto Pelillo – sono state messe a disposizione risorse ingenti del bilancio autonomo in modo da impattare il meno possibile sul piano di rientro in corso”.
L’Assessore ha tenuto a sottolineare come l’impostazione della relazione sul consuntivo sia cambiata nel senso di una più immediata percezione in modo tale da facilitare il confronto e la discussione politica. Ha citato in particolare il grafico da cui si evince la riduzione significativa della situazione debitoria della Puglia: da 2,7 miliardi nel 2004 a un miliardo e 400 milioni nel 2010 con un calo del 40%.
“Fuori della portata del legislatore – ha continuato l’Assessore  – rimangono due criticità su cui non è possibile incidere: il Patto di Stabilità (venerdì 24 è previsto un tavolo con di lavoro con UPI e ANCI per l’elaborazione di un Patto di stabilità regionale) e la ripartizione del Fondo sanitario nazionale in relazione al quale è bene ricordare, a titolo d’esempio, che nel 2010 l’Emilia Romagna, con la nostra stessa popolazione, ha ricevuto 750 milioni in più. Un dato che può servire a spiegare il gap infrastrutturale tra le due regioni cresciuto negli ultimi anni”.
Passando a parlare della manovra di assestamento al bilancio 2011 Pelillo ha evidenziato come il bilancio di previsione 2011 abbia tenuto bene in questi primi sei mesi. Di conseguenza la manovra di assestamento non presenta spunti che modificano l’impostazione di quest’ultimo, teso a sostenere gli investimenti e l’occupazione. “La manovra – ha spiegato – riguarda l’avanzo registrato di 33 milioni di cui ben 24 sono destinati a stabilizzazioni di personale e alla lotta al precariato”. Sei milioni sono previsti, inoltre, a favore della SEAP per la prosecuzione della convenzione in corso con Ryanair.
Prima di scendere nei particolari dell’articolato del ddl, Pelillo ha voluto spiegare e giustificare l’aumento dell’imposta Irpef. L’incremento – ha detto – è da ricondurre a una previsione errata, da parte del Ministero dell’Economia, del gettito Irap in eccesso in relazione agli ultimi tre anni. Dal 2008, infatti, le previsioni di gettito sono di competenza ministeriale e l’errore di stima ha comportato un buco da riempire di 93,6 milioni. Venirne a conoscenza all’improvviso nel 2011 è stato un trauma a cui è stato necessario far fronte velocemente, a maggior ragione che l’intera tassazione Irap viene destinata al finanziamento della sanità. Il decreto del presidente Vendola di aumento delle aliquote Irpef del 30 maggio scorso ha rappresentato l’unica risposta possibile a questa condizione che, comunque, vede la Puglia in linea con la maggior parte delle Regioni dal punto di vista del prelievo fiscale, ad eccezione della Basilicata. La coincidenza del decreto con il giorno successivo alle elezioni amministrative – ha aggiunto l’assessore – è stato un fatto puramente casuale.
Tralasciando i primi 5 articoli di natura tecnica, Pelillo ha passato in rassegna gli undici articoli che compongono il ddl. Il sesto in particolare rappresenta una novità riguardo al demanio marittimo. In particolare nel caso di ricorso al lavoro nero da parte degli esercenti balneari è prevista la decadenza immediata della concessione.
Rilevante anche l’articolo 11, in materia di trasporti, relativo all’uscita della Regione dall’assetto societario della STP di Lecce e Brindisi. In ordine alla prima solo per quest’anno è prevista la ricapitalizzazione delle quote detenute dalla Regione (29%), al fine di evitare il fallimento della società e il licenziamento di molti lavoratori. La STP di Brindisi, invece, è riuscita a coprire il disavanzo accumulato con mezzi propri.
Il coordinatore del Pdl Rocco Palese ha sottolineato al riguardo la necessità di un’uscita graduale, evitando un’attenuazione del servizio e pericoli per l’occupazione. Dello stesso avviso il consigliere Saverio Congedo (Pdl), il quale ha aggiunto che la partecipazione regionale alle STP delle province di Lecce e Brindisi fa fronte ad una perdita strutturale delle società, per cui l’uscita repentina della Regione comporterebbe un gravissimo rischio per la sopravvivenza delle stesse.
Sulla necessità di un’uscita graduale dalle STP ha insistito anche Salvatore Negro (Udc), che ha voluto sottolineare la relazione tra il costo dei servizi delle STP e la particolare conformazione  geografica e urbanistica del territorio salentino.
Michele Losappio (Sel) ha insistito sull’importanza dell’articolo in questione, necessario anche per evitare localismi e differenze di trattamento da parte della Regione nei confronti delle Province interessate, che devono tutte autonomamente garantire il funzionamento del sistema dei trasporti pubblici.

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