L’indirizzo della sua abitazione di Genova era troppo impreciso, cosi’ l’ufficiale giudiziario che avrebbe dovuto notificare a Ruby “Rubacuori” la fissazione dell’udienza davanti al Tribunale di Maglie ha preferito restituire gli atti all’autorita’ competente.

Nulla di fatto, stamani, per il processo a carico di Karima El Mahroug, la giovane marocchina diventata famosa per le sue frequentazioni con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, indagata dalla Procura di Lecce per ingiurie e minacce. I fatti risalgono al 13 marzo scorso, quando la ragazza avrebbe dovuto partecipare ad una serata al “Tempo zero” di Maglie. Il netto ritardo con cui si e’ presentata nel locale, pero’, ha fatto andare su tutte le furie il manager Mino Brandolino, che le ha comunicato di voler pagare un cachet ridotto del 50%, portandolo dai 10mila euro pattuiti a soli 5mila. Ruby, di fronte a questa possibilita’, si sarebbe scagliata contro di lui, al punto da provocare all’uomo un malore che ha reso necessario l’intervento del 118. Da qui la denuncia e, a distanza di tre mesi, la citazione in giudizio firmata dal procuratore aggiunto Antonio De Donno. Oggi avrebbe dovuto aprirsi il processo, nel quale la ragazza e’ difesa dall’avvocato Tony Indino, ma un difetto di notifica ha reso necessario il rinvio al prossimo 16 dicembre.

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