Foto Andrea StellaLa visita del presidente del Senato Renato Schifani a Lecce ha posto l’attenzione, ancora una volta, sulla questione meridionale; dalla disoccupazione alla carenza infrastrutturale, dalla disomogeneità territoriale al precariato.  Temi con il denominatore comune della responsabilità politica.

 

E’ cominciata intorno alle 10 di questa mattina la visita ufficiale di Renato Schifani alla città di Lecce; la seconda carica dello Stato per la prima volta nella storia della Repubblica in territorio salentino e in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Dopo aver deposto una corona di alloro al monumento dei caduti in Piazza Italia e aver visitato la comunità Emmanuel di Novoli che accoglie ragazzi disagiati, si è recato a Palazzo dei Celestini accompagnato dal presidente Gabellone, per incontrare le cariche istituzionali locali. Ad attenderlo i 97 sindaci della provincia di Lecce, la vicepresidente regionale Loredana Capone, il ministro dei rapporti con le regioni Raffaele Fitto e le cariche istituzionali di Camera, Senato e Parlamento Europeo. Al centro del discorso tenuto da Schifani, dopo aver ascoltato i saluti e i discorsi di rito di Gabellone,  Perrone, Capone e Fitto, i costi della politica e l’impegno adottato fin’ora dal Senato per ridurli e che portano ad una maggiore responsabilità della politica al servizio del cittadino in un contesto contingente di disaffezione delle istituzioni.

Foto Andrea Stella “Chi ha la responsabilità di governare lo faccia con sempre maggiore determinazione” ha dichiarato il presidente in un passaggio del suo discorso, monito bipartisan per la politica e per i suoi attori che spesso, impegnati in lotte intestine,  dimenticano il ruolo per cui sono stati legittimati dagli elettori. E poi ancora maggiore impegno per il divario tra nord e sud del Paese che non può essere competitivo su scala europea con la disomogeneità che regna al suo interno. Ha esortato i politici locali a fare di più e meglio di quello che hanno fatto fin’ora, liberandosi “da logiche clientelari e di raccomandazioni che non possono e non devono appartenere a chi ha il delicato compito di governare”.  Schifani ha toccato anche il delicato tema delle riforme, che portino nuova linfa alla crescita economica. In prima istanza la lotta al precariato, il male sociale contemporaneo che non permette sviluppo di nessun genere ma che incancrenisce la società a scapito dei giovani. Commovente il ricordo di Pierpaolo Fagiano, il giornalista precario morto suicida qualche giorno fa nel brindisino, un esempio del “dramma esistenziale dovuto all’incertezza lavorativa e alle mortificanti retribuzioni”.

A margine dell’incontro, alle domande dei giornalisti il presidente Schifani ha dribblato  sullo scandalo della P4 al centro delle cronache nazionali di questi giorni mentre ha fatto precise dichiarazioni circa le intercettazioni. Un metodo d’indagine sicuramente utile alla magistratura in alcune circostanze, per Schifani ma da rivedere e correggere nel darlo in pasto all’opinione pubblica prima della sentenza di colpevolezza dell’indagato. La cerimonia si è conclusa con un piccolo concerto bandistico allestito nel chiostro del Palazzo dei Celestini. Assenti alla manifestazione i consiglieri provinciali del Pd, i quali hanno preferito portare la loro solidarietà, si legge nella nota che hanno diramato, ai 70 collaudatori della ex Prototipo di Nardò licenziati e che sono in sit-in permanente all’ingresso dell’impianto. “Purtroppo saremo assenti alle visita del Presidente del Senato, la quale visita riteniamo utile nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia, ma preferiamo, in un  momento così delicato, portare la nostra solidarietà ai lavoratori ed alle loro famiglie, perché  unità d’Italia per noi significa difesa dei diritti e della dignità del lavoro”.

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