È stato a capo del reparto artificieri della Questura di Milano durante i sanguinosi “anni di piombo”, quando in Italia avanzava la strategia del terrore. Per 26 anni in prima fila, a disinnescare bombe ed ordigni esplosivi; ogni giorno vissuto a tu per tu con la morte, che lo ha portato via, ieri mattina, all’età di 78 anni.

Alberto De Simone, ispettore capo di polizia, originario di San Donato di Lecce, è spirato ieri mattina nella sua abitazione salentina, dove si era trasferito per trascorrere gli ultimi anni della sua vita. Insignito dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro della medaglia d’argento al merito civile, De Simone, tra i primi ad intervenire dopo l’attentato brigatista alla Banca Nazionale dell’Agricoltura (12 dicembre 1969), in piazza Fontana, a Milano, riuscì a disinnescare la bomba che, nel marzo del 1974, in via Solferino, sempre nel capoluogo lombardo, avrebbe dovuto distruggere la sede del Corriere della Sera.  Fedele servitore dello Stato, De Simone non si era mai sposato.

 

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