Paolo PerroneAnche il Pdl apre alle primarie. All’indomani del vertice di Arcore tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, il centrodestra affida alla consultazione popolare la scelta dei candidati, prerogativa fin’ora del centrosinistra. Anche a Lecce sarà la cittadinanza ad esprimersi in merito al candidato sindaco per le amministrative della primavera 2012.

Lo ha annunciato nel pomeriggio,  in una conferenza dell’ultima ora il sindaco Paolo Perrone, già indicato dal coordinamento di partito come unico candidato per il Pdl prima della novità delle primarie, oggi si è dichiarato pronto a sfidare chiunque possa considerarsi un candidato più forte all’interno del centrodestra. “Ritengo che le primarie siano una buona occasione per superare gli errori del passato nella scelta di candidati non sempre idonei all’investitura che ricevono ed eletti anche in virtù di un’appartenenza partitica”. Ci sarà dunque il sindaco uscente alle primarie, intanto si attendono i nomi dei possibili sfidanti per le competizioni che avverranno dopo la pausa estiva.

Certo è che il Pdl corre ai ripari dopo il fallimento delle ultime consultazioni nelle grandi città del nord e cerca alleati perlomeno per non rischiare ulteriori perdite. L’apertura al centro tra l’altro “imporrà” la presenza della senatrice Poli Bortone, “se vorrà continuare nell’esperienza fatta a Roma e non essere colpita dallo strabismo territoriale” dichiara Perrone, in riferimento alla scelta della Poli di appoggiare il centrosinistra. Non è escluso dunque che il testa a testa si verifichi tra il sindaco uscente, “figlioccio politico” della presidente di Io Sud e la stessa. Si sente tranquillo e anche sollevato il sindaco Perrone, all’idea della competizione dedicata agli elettori del suo partito, certo che la scelta darà nuovo impulso all’elettorato nel sostegno del candidato e lui stesso si dice pronto, in caso di sconfitta, ad appoggiare il candidato scelto dal popolo. “Intanto continuerò a fare il sindaco della mia città e a portare avanti l’impegno preso con le amministrative del 2007, per il resto vinca il migliore”, è stato il commento finale di Perrone.

Una scelta dovuta, quelle delle primarie, per il Pdl soprattutto a quella parte di elettorato del centrodestra che non si riconosce nelle scelte politiche del partito del predellino. Una nuova sfida del Polo di destra nei confronti dei quello di sinistra ed un modo accattivante per “corteggiare” il centro e i rappresentanti del Terzo Polo che si dicono refrattari agli ammiccamenti del Pdl. In ambito regionale il fermento riguarda la riorganizzazione del partito su base territoriale, lo ha dichiarato questa mattina il sen. Luigi D’Ambrosio Lettieri sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, secondo il quale “il metodo di selezione della classe dirigente è passare dal partito delle nomine a quello degli eletti, laddove sia messa al centro la legittimazione popolare, sia per la rappresentanza nel partito che nella politica in senso più ampio”. Aggiunge che “lo strumento delle primarie si concilia perfettamente con un partito come il Pdl, costruito su fondamenta saldamente liberali”.

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