Lecce è davvero una città universitaria? Questa la domanda che gli studenti dell’Ateneo salentino volevano porgere all’Amministrazione comunale leccese con un presidio ieri di fronte al comune.

Nell’ultimo mese più e più volte Lecce e le sue istituzioni – dichiarano gli studenti del’Udu – si sono dimostrate intolleranti  nei confronti delle attività socio-ricreative organizzate dalle diverse realtà giovanili della città.
L’altro ieri l’ultimo episodio, durante una serata organizzata nell’Ateneo, appena cinque minuti dopo la mezzanotte una pattuglia di agenti della Polizia Municipale hanno compilato un verbale da 1032 euro, per disturbo alla quiete pubblica, ottemperando all’ordinanza 335/04, che vieta le attività musicali dopo la mezzanotte.
Tuttavia episodi simili non sono nuovi. Nelle scorse settimane degli studenti universitari avevano organizzato una rassegna musicale “Giovedì al Parco” che si teneva nel parco Baden Pawell (Parco Zenit). Anche in questo caso  – continuano gli studenti – gli organizzatori hanno subito una repressione legale che ha impedito il ripetersi nel tempo delle attività organizzate dai ragazzi.
Ma la domanda che sorge spontanea è: come mai le vittime di queste “multe” sono solo e sempre ragazzi che organizzano le loro serate non per scopo di lucro ma per divertirsi semplicemente? Come mai la movida leccese va avanti fino a tarda notte senza che nessuno intervenga? Cosa differenzia noi da loro?
Non rivendichiamo discoteche a cielo aperto, ma spazi di aggregazione sociale, luoghi di condivisione, dove ogni singolo studente possa riscoprire e vivere momenti di vera socialità.

 

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