Il film Paolo Virzì è una riflessione sul mondo moderno, sulla direzione che ha preso e su quanti mostri moderni arricchiscono la tradizione della commedia all’italiana.
Il titolo allude all’ingenuo luogo comune e alibi che, chi sa quanti hanno usato per infondere/si  fiducia; racconta come sono cambiate le cose, siano esse l’aspettativa di un futuro roseo e facile, i giovani ed il lavoro, la politica ed i sindacati.

Claudio (Massimo Ghini) è il capo del call-center in cui lavora Daniela (Sabrina Ferilli) team- leader di un gruppo di telefoniste di cui fà parte Sonia (Micaela Ramazzotti) ragazza madre di basso borgo, di una bimba, Lara (Giulia Sereno), che ha già capito tutto della vita e che cerca in Marta (Isabella Ragonese) un ritorno alle favole e al bacio della buona notte di cui ogni bambino ha bisogno.
Il viaggio di Marta nel mondo oscuro del lavoro inizia quando, a lei, siciliana trapiantata a Roma, laureata con lode e bacio accademico con una tesi in filosofia teoretica, si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale.
Alla ricerca di un lavoro, si trova ad essere scelta come baby – sitter da Lara, figlia di una madre disorientata e sbadata.
E’ proprio Sonia che introduce Marta nel mondo solo apparentemente sereno e cordiale del call- center. La Multiple si rivela pian piano agli occhi di Marta come un mostro che ingloba e trasforma i giovani lavoratori precari, illudendoli con regali e riconoscimenti per poi punirli a causa di poche vendite, con eliminazioni folli che distruggono dentro , nella dignità e nei diritti sia di lavoratore che di essere umano. Tutta la vita davanti ha uno spirito comico, grottesco e amaro com’è nella migliore tradizione della commedia all’italiana. Quello di Paolo Virzì è un film serio, coraggioso, divertente ma anche commovente. Un film che riesce a parlare del mondo del lavoro e del suo lato più torbido, di quel mondo del lavoro in cui si avventurano ragazzi capaci, ma senza santi in paradiso o con famiglie importanti alle spalle.  Gente che regala il proprio tempo per pochi euro e che ingenuamente crede di poter  trovare il proprio posto al mondo.
Solo alla fine del film si intravede un raggio di sole e di speranza, un ritorno ad una dimensione umana intrisa di solidarietà, quella della vecchietta che ha perso la nipote a causa di una depressione logorante, o della bambina, Lara, che ritrova una madre.

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