“Questa edizione di Ritorno al futuro è figlia della consapevolezza di quanto possa essere strategico investire sul talento dei giovani dal punto di vista della qualificazione della formazione”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al termine della conferenza stampa

di presentazione di Ritorno al futuro, il nono bando del Piano straordinario per il lavoro, insieme con gli assessori Alba Sasso e Nicola Fratoianni. “Noi stiamo qualificando la domanda di lavoro – ha detto Vendola – perchè l’offerta di lavoro è sempre più agganciata ai livelli alti di qualificazione produttiva. Consentiamo alle famiglie di non sopportare l’onere di un percorso di alta formazione, consentiamo a uno spicchio di generazione di poter modificare il proprio destino esistenziale. Sino ad ora alcune migliaia di giovani pugliesi hanno, proprio grazie a Ritorno al futuro, potuto cambiare il senso della propria vita, hanno potuto realizzare un sogno altrimenti chiuso per sempre nel cassetto, hanno potuto, crescendo come profilo di persone qualificate e formate, trovare più facilmente collocazione nel mercato del lavoro.
Per noi è importante – ha detto ancora Vendola – perchè è una partita che riguarda il lavoro che noi consideriamo un fattore competitivo a condizione però che non sia un lavoro povero bensì stabile e competente. Ritorno al futuro è una delle politiche più innovative sul terreno delle giovani generazioni, rappresenta una politica di respiro europeo e di cultura europea e noi oggi siamo orgogliosi di ripresentare il bando anche quest’anno. Credo che tutti quanti possiate apprezzare – ha detto infine il Presidente – quanto lo strumento più innovativo, messo in campo dalla Regione Puglia in tutti questi anni, sia stato sottoposto a un continuo monitoraggio con i diretti fruitori, cioè ragazzi e ragazze che ci hanno rappresentato in tempi reali i problemi. Certo, essendo una sperimentazione, ci sono state molte criticità ma non abbiamo messo la polvere sotto il tappeto, anzi abbiamo continuamente monitorato lo stato dell’arte, concordando con le forze sociali la possibilità di migliorarlo in corso d’opera”.

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