Una tappa fondamentale per il completamento del percorso che si arricchisce così di una nuova strategia: aggregazione e binomio vitigno-territorio. “Un lavoro – spiega l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno – avviato nel 2009 e sviluppato insieme a tutta la filiera vitivinicola che sta portando a importanti risultati”.

Precisamente: l’approvazione delle proposte di modifica dei disciplinari di produzione delle Denominazioni di Origine Controllata “San Severo”, “Salice Salentino”, “Brindisi”, “Squinzano”, “Castel del Monte”, “Gioia del Colle”, “Gravina”, “Locorotondo”, “Primitivo di Manduria”, “Leverano” e “Rosso Barletta”; delle proposte di modifiche dei disciplinari delle Indicazioni Geografiche Tipiche “Puglia”, “Daunia”, “Murgia”, “Salento”, “Tarantino”, “Valle d’Itria”; delle  proposte di istituzione delle nuove Denominazioni di Origine Controllata “Terra d’Otranto”, “Negroamaro di Terra d’Otranto”, “Tavoliere” e delle proposte di istituzione di 4 nuove DOCG “Primitivo di Manduria Dolce Naturale”, “Castel Del Monte Nero di Troia Riserva”, “Castel del Monte Rosso Riserva”, “Castel del Monte Bombino Nero”. I vini a DOC, già riconosciuti, si sono inoltre arricchiti di altre tipologie di vino e, in particolare, quelle degli spumanti e dei frizzanti. “Il riconoscimento delle 4 DOCG – sottolinea ancora Stefàno – rappresenta per la Puglia il meritato risultato di maggiore pregio, ambito dai produttori che con costanza e grandi capacità hanno creduto in una vitivinicoltura di eccellenza”. “Va anche detto – prosegue – che l’istituzione delle nuove Denominazioni ha innescato un processo di aggregazione della produzione vitivinicola regionale, basata sul binomio vitigno-territorio”. Come per le due nuove DOC “salentine”, la “Terra d’Otranto” e la “Negroamaro di Terra d’Otranto” – la cui pubblica audizione si terrà lunedì 4 luglio a Lecce (palazzo della Regione Puglia, dalle ore 16.30), considerate il risultato significativo del nuovo percorso avviato tra i produttori vitivinicoli dell’area per una più efficace valorizzazione e tutela dei vini dell’arco Jonico-Salentino. “Una nuova strategia – aggiunge l’assessore – che parte dalla protezione di un territorio, in questo caso la “Terra d’Otranto”, storicamente noto per la coltivazione della vite e la produzione di vini che si coniuga con il vitigno “Negroamaro”, testimone indiscusso dei risultati qualitativi raggiunti dalle aziende vitivinicole e che contribuisce a generare una ottimale combinazione con gli elementi del territorio, della storia, delle tradizioni e della cultura enologica, esaltandone le peculiarità”. “Un connubio, insomma – spiega Stefàno – che consentirà alle nostre aziende di presentarsi sul mercato con la forza di un sistema aggregato, capace di confrontarsi con mercati sempre più globalizzati, parlando un’unica lingua, quella del vitigno “Negroamaro”. “L’elevazione al vertice della piramide della qualità per quattro vini a DOC pugliesi – conclude l’assessore Stefàno – l’aggregazione in DOC e DOCG più ampie, la rinuncia a denominazioni poco rivendicate, l’ampliamento delle tipologie di vino per le DOC esistenti, a cui si aggiunge la volontà di limitare l’imbottigliamento al di fuori dell’areale di produzione, sono i chiari segnali di una Puglia vitivinicola che è consapevole delle sue potenzialità per affermarsi sul mercato internazionale dei vini di grande qualità”.

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