Sono ormai in fase di avvio i lavori di una prima parte del progetto che prevede il recupero e la riqualificazione del Quartiere Leuca e che per la prima volta ha visto una progettazione partecipata non solo tra amministrazione e privati ma anche attraverso i suggerimenti dei cittadini stessi del quartiere.

SI tratta della creazione di una Rete Ecologica, ovvero un’asse di comunicazione tra le diverse aree verdi del quartiere tra le ex-cave di Marco Vito e Via Leuca. Verde attrezzato, arredo urbano eco-sostenibile e servizi per i cittadini integrati fanno parte del primo stralcio del programma nato per rigenerare il quartiere.
Il programma, denominato “Scusi, per via Leuca?”, nasce nel 2009 con un Laboratorio Urbano organizzato dall’associazione di giovani architetti Laboratorio Urbano aperto LUA e dalle Manifatture Knos a cui hanno partecipato associazioni e cittadini; il risultato di questo laboratorio è stata l’individuazione di 18 tematiche progettuali da cui partire per riqualificare il quartiere.

 

In particolare si è tenuto conto di realizzare una Rete Ecologica che migliorasse fisicamente Via Leuca e che ha portato alla seconda fase del progetto. Il quartiere possiede infatti diverse aree verdi mal collegate tra loro. Lo scopo del piano era quello di connetterle attraverso una ristrutturazione delle strade, la creazione di aiuole i di zone di verde, la riduzione della carreggiata e l’ampliamento del numero dei parcheggi.
La terza fase ha comportato un altro laboratorio di co-progettazione assieme ai partner e alle associazioni private che hanno aderito al bando indetto dal Comune di Lecce, per investire nel progetto.

Ne sono scaturiti altri 13 piccoli progetti di altrettante associazioni, che miglioreranno l’aspetto del quartiere: nello specifico si prevede l’istituzione della zona 30, per ridurre la velocità al limite massimo di 30 km orari, una serie di attività culturali dedicate ai bambini, un laboratorio di teatro, un’installazione sul tema del consumo e di alcune formelle di ceramica oltre alla creazione di un’aiuola aperta, una piattaforma di comunicazione multimediale tra le varie associazioni, un progetto di verde condiviso con laboratori didattici di giardinaggio, una cena e un giornale di quartiere, la disponibilità di arredo urbano eco-sostenibile e un laboratorio autobiografico sulla storia del quartiere.

L’ultima fase è quella che inizia adesso e che vedrà la cantierizzazione delle zone interessate e l’inizio quindi dei lavori per la realizzazione del primo stralcio che va da via Leuca a via Pordenone e che comprende anche le ex-cave di Marco Vito e il Parco Tafuro.
All’avvio dei lavori, si aggiunge anche l’autorizzazione per un secondo progetto, quello della casa del Parco, ovvero un lavoro di restauro della Masseria Taglietelle, perché diventi un centro polifunzionale d’iniziativa e partecipazione territoriale. Anche l’aria antistante Porta San Biagio prevede un programma di rifacimento che sarà avviato nella seconda fase.

“Siamo molto soddisfatti che questo progetto prenda il via,” ha dichiarato il Primo Cittadino Paolo Perrone alla conferenza di presentazione di questa mattina a Palazzo Carafa, “Abbiamo chiesto ai cittadini di immaginare il quartiere del futuro e i loro piccoli suggerimenti hanno creato una condivisione che è partita dal basso e che certamente darà i suoi buoni frutti.”

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