“Coldiretti Lecce interviene in merito al presunto utilizzo da parte di un’azienda salentina di prodotti vietati nella produzione di mozzarelle. L’organizzazione di categoria si chiede come possa essere ancora possibile l’utilizzo di caseine, margarine, burro grezzo non pastorizzato, ed ancora come possa verificarsi la presunta

commercializzazione di prodotti scaduti o rigenerati attraverso trattamenti termici e con uso di sbiancanti, destinati prevalentemente alle pizzerie.” Lo comunica in una nota la Coldiretti Lecce.
“Alla luce di questa gravissima denuncia, Coldiretti chiede agli organi preposti ai controlli che venga fatta con la massima urgenza chiarezza sul problema della diffusione di formaggi, problema più volte rappresentato dalla stessa organizzazione   che in passato ha evidenziato l’abbandono degli acquisti di latte “made in Salento” da parte dei trasformatori. Fenomeno che ha causato un forte ridimensionamento della zootecnia leccese, con ricadute assai negative, oltreché sull’economia, anche sulla salute dei consumatori.
“I ristoratori, con una spesa di 20 centesimi in più sull’acquisto dei formaggi fatti con il latte locale, rispetto a quelli acquistati dall’industria del preparato alimentare che utilizza ingredienti a rischio per la salute, come appunto le caseine, i correttori di Ph e quant’altro, potrebbero proporre ai clienti un prodotto tracciato e dalla genuinità inconfutabile – dice il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno – Il fatto che ormai anche tra gli industriali serpeggi disagio e malessere, la dice lunga sulla necessità di ritornare ad un’economia vera, che non faccia utilizzo di sofisticazioni e di prodotti di dubbia provenienza  e che    sia sempre più proiettata ad assicurare ai cittadini il diritto alla salute e la possibilità di degustare piatti dal sapore doc”.

 

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