<La Chiesa di Santa Croce è in pericolo>.
É il grido d’allarme lanciato dai tecnici che stanno valutando il suo grado di stabilità.
Santa Croce è una di quelle costruzioni che denotano già un luogo, simbolo delle città nelle quali sono sorte. I cittadini le sentono “cucite sulla loro pelle”, poiché rappresentano la loro stessa comunità, quella storica che le ha volute e quella attuale che cerca di conservarle.

Santa Croce  non vale solo per Lecce, per i leccesi e per i turisti.
Ebbe valore per i cristiani come per gli ebrei, poiché collocata sull’asse europeo proiettato verso Gerusalemme. Il suo progetto rientrava nel piano cristiano dell’equilibrio religioso, politico ed energetico del pianeta sviluppato sulle “vie della fede”.
É una costruzione che rientra nel progetto religioso di riequilibrare con templi cristiani quella che un tempo era una linea energetica marcata da templi pagani.
La ley euro-egizia che attraversa la Puglia corrisponde ad un tratto del meridiano fondamentale naturale che si sviluppa dal Polo Nord al Polo Sud trasportando per via sotterranea il flusso delle polarità magnetiche nord e per via aerea il flusso delle polarità magnetiche sud. Individuata come linea energetica dai costruttori di megaliti, fu marcata con specchie, dolmen, menhir, henges, cromlech in Europa e con piramidi in Egitto. Corrispondente al lato ovest del “Triangolo delle ottave oracolari” (completato in epoca preistorica con il Monte Ararat) si sviluppava dal santuario di Orione in Porto Badisco fino a Bedhet, sul delta del Nilo. Dopo l’inabissamento di questa città egizia e lo slittamento precessionale, la prima ottava ebbe inizio, non più dal santuario di Porto Badisco, ma dalla città greca Dodona.
Nei primi secoli del cristianesimo la ley fu dedicata a San Michele, un santo occidentale che subentrò all’orientale San Giorgio, già preposto prima dell’Arcangelo a combattere l’energia del drago in agguato nel sottosuolo.
A seguito dello slittamento millenario precessionale, dall’Anno Mille la Via di San Michele, che si sviluppa dalle Isole Britanniche fino alla greca Isola di Simi, fu rimarcata dai normanni, che dalla Norvegia cercarono deliberatamente la Puglia per costruire il prolungamento di quella via energetica preistorica, affidata dai loro antenati alla protezione del dio Wotan.
Un piano equilibrante civile, per opporlo a quello religioso, fu organizzato da Federico II di Svevia, le cui costruzioni, dalla Puglia, si protendono verso NW.
I templari, venuti a conoscenza dell’antica “geometria sacra” che regolava la dinamica della Terra e la circolazione dell’energia distruttiva, si prodigarono per fare erigere “macchine templari” che potessero avere la funzione equilibrante, come avevano fatto i costruttori di megaliti in Europa e nel mondo, i costruttori di ziqqurat in Mesopotamia, delle piramidi in Egitto e nel continente americano pre-colombiano, i costruttori biblici del tempio di Salomone, i costruttori greci dei templi dedicati ad Ercole e i cristiani dei templi dedicati all’Arcangelo Michele.
Concorrevano allo scopo: l’armonia e la proporzione dettate dai numeri aurei, l’impiego dei materiali costruttivi dalle proprietà di buoni conduttori, l’apporto di arredi aurei (l’optimum era stato il Sancta santorum del biblico tempio di Salomone a Gerusalemme, con il tesoro di cui faceva parte l’arca dell’alleanza). Tutti mezzi necessari a contenere nei limiti l’energia distruttiva, attraverso costruzioni aventi qualità di buoni conduttori, ai fini di rendere “coerenti” le onde di flusso del campo magnetico del pianeta.
La Chiesa di Santa Croce (il cui nome fa riferimento alla croce sulla quale Cristo si è sacrificato per redimere l’umanità dal peccato originale, ma anche simbolo pre-cristiano di stabilità ed armonia cosmica), sorta a partire dalla seconda metà del XVI secolo in sostituzione della chiesa templare Santa Maria del Tempio, mostra nella totalità della sua impostazione iconografica i segni di questo progetto salvifico che doveva contrastare il caos apocalittico, vincendo il male con la forza del bene derivato dalla  conoscenza e dalla fede.

Riferimenti:
Ezio  Sarcinella, La via dei pellegrini, Ed.Salentina, 2007
Marisa Grande, L’orizzonte culturale del megalitismo, Besa 2008
Marisa Grande, Dai simboli universali alla scrittura, Besa 2010
www.synergetic-art.com

 

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