La Band nasce nell’ottobre del 2010 ma è solo nel febbraio del 2011 che completa la formazione. Composta da otto musicisti di navigata esperienza si propone con il meglio del Prog/Rock Italiano e non solo.

Sono: Viviana Tasco: Voce e cori; Marco Maruccia: Basso; Marco Chitano: Voce e cori; Marcello Baldassarre: Violino; Alfredo De Giovanni: Batteria; Roberto Maruccia: Chitarre e Voce; Claudio Costantini: Piano, Synth e Voce; Alberto Congedo: Chitarra e voce.

Ciao ragazzi, vogliamo ricordare brevemente ai nostri lettori come nasce “Ambaraband”?

Roberto ed Alberto sono amici di vecchia data e suonano insieme da quando erano ragazzini, il repertorio che si suonava in quegli anni era per lo più il rock progressivo. Quando, verso ottobre del 2010, hanno deciso di rimettere su un gruppo e dargli una direzione musicale, la prima idea è stata quella di riprendere da dove avevano lasciato, ripescando il repertorio che suonavano insieme da ragazzi. Un modo per rivivere, far rivivere e far conoscere quei pezzi che hanno segnato uno dei periodi più floridi nel rock italiano.

Domanda di rito : chi ha avuto l’idea del nome?

Il gruppo è rimasto senza nome per i primi mesi. “Ambaraband” è un nome che ci siamo cuciti addosso dopo una serata di prove. Abbiamo riso sul fatto che siamo un gruppo non comune e alquanto caotico. Otto musicisti bramosi di suonare e divertirsi, sono abbastanza ingestibili ed uno influenza l’altro. Quindi capita che, durante le prove, iniziamo a suonare cose che non c’entrano con ciò che dovremmo fare o che si facciano rumori con gli strumenti, giusto per ridere e poi magari, queste piccole deviazioni entrino a far parte dei nostri pezzi (tipo il suono della sirena di un’ambulanza col violino), o del nostro repertorio Inoltre proviamo nel deposito di un negozio di scarpe, tra pantofole di Homer Simpson, tacchi, mocassini e suole, cosa che all’inizio trovavamo molto strana e che ora invece quasi ci caratterizza. Una sera, finite le prove, si rideva su tutto questo e Roberto ha usato l’espressione “Che ambaradan… siamo un’Ambaraband!”. Il resto del gruppo non ci ha pensato su due volte e questa espressione è stata assunta come nome ufficiale della band.

Quali sono le vostre influenze musicali?

Ovviamente, ogni componente del gruppo ha deciso di farne parte perché il rock progressivo rientra nei propri parametri d’interesse. E’ anche vero però che ogni componente ha altri “raggi d’azione”.  Viviana è una beatlesiana, convinta sostenitrice di Paul Mccartney, ma ascolta anche molto rock indipendente e new wave italiano e non, Marcello è un maestro di violino e ogni giorno ha a che fare con musica classica, Roberto,Alfredo e Marco M. oltre al campanello di casa, suonano Pop-Funk-Blues in un’altra Band (gli “AltrastoriA”), Alberto, Claudio e Marco C. suonano il campanello di casa (degli altri) e scappano!!!

Suonare insieme non basta cosa vi unisce oltre la musica?

La musica è già di per se il più potente tra i fattori di unione tra le persone… divertirsi a suonare insieme, giocare con le note, unire le proprie abilità per creare, non dico che basti, ma è la cosa principale. C’è inoltre ad unirci, la passione per l’epoca ed il genere ed i musicisti che tentiamo di far ricordare attraverso il nostro repertorio. Poi ci sono, ovviamente una profonda stima e amicizia e… pantofole,tante pantofole.   

Qual è la canzone che preferite suonare e quella che riscuote più successo?

Il rock progressivo è tutto molto entusiasmante da suonare perché non ha una sonorità stabile, ma varia più volte al suo interno. Quindi sono pezzi che ci tengono carichi e che ci fanno passare da una emozione all’altra molto facilmente. I pezzi preferiti sono quelli che più hanno segnato l’epoca, che più sono rimasti impressi nelle menti. Quindi pezzi come “Il Pescatore” di De Andrè/Pfm “Concerto grosso” dei New Trolls” o “E’ festa” della P.F.M. ci entusiasmano particolarmente.

Come sta andando la vostra attività live?Quali i vostri progetti futuri?

Abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni live perché due elementi della band sono stati sostituiti solo di recente e il momento non é proprio dei migliori per i gruppi come il nostro… Per il futuro sono già previsti live, la conquiste delle piazze (ed, in seguito, del mondo) e lo scatenamento delle folle. Modestamente parlando….A parte gli scherzi,  suonare cover in alcuni casi é appagante ma alla lunga comincia a stare un po’ stretto ed é per questo che stiamo lavorando su dei nostri inediti, giusto per il piacere di farlo, Senza bisogno di sogni e obiettivi.

Ci raccontate un episodio live che vi è rimasto impresso nella mente?

Eravamo alle prese con il sound-check, quando al nostro Marcello venne in mente di eseguire per l’occasione uno dei suoi classici: “l’ambulanza” (riproduzione fedelissima su violino della sirena di un’ambulanza in avvicinamento). Noi  a stento ci facemmo caso perché siamo abituati, ma col passare dei secondi ci accorgemmo che le persone presenti cercavano con lo sguardo questa fantomatica sirena…rischiammo la psicosi collettiva visto che l’ambulanza ormai sembrava dover spuntare da un momento all’altro, ma fu esilarante perché ci misero un po’ a capire che si trattava di un violino!

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A voi l’ultima parola…

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