Continua il botta e risposta che nelle ultime settimane ha interessato l’assessore al traffico Giuseppe Ripa, tacciato di morosità e di conflitto di interessi, e l’opposizione guidata dai capigruppo Rotundo, Cazzella e Pankiewicz,  che hanno mosso le accuse in merito a certi favoritismi fatti nei confronti di alcune ditte appaltatrici per quanto riguarda il piano generale degli impianti pubblicitari; tra tali ditte, figura la “Grafiche Ripa” di proprietà dell’assessore al traffico, e che risulterebbe morosa per una somma di circa 26.000 euro.

Questa mattina a Palazzo Carafa, l’assessore Ripa ha indetto una conferenza stampa per difendersi dalle accuse e ha portato con sé il proprio avvocato difensore. Assieme a questi, ha presentato alcune lettere di aziende interessate da impianti pubblicitari, che affermano di non avere intrattenuto rapporti con la società di Ripa e pertanto non sono debitrici di denaro.

L’assessore Ripa ha inoltre presentato querela per le accuse, per il trattamento non idoneo dei dati personali e per le somme che la Dogre – la società di riscossione dei tributi – ha richiesto e che invece “adesso vanno rideterminate perché non erano dovute”.

Ripa afferma di “non voler fare altri nomi, perché questo atteggiamento di sciacallaggio, potrebbe non essere voluto ma potrebbe trattarsi soltanto di un errore. Io oggi sono qui per dimostrare che non c’entro niente e che non vi è stato alcun passaggio tra queste aziende di cui risulto moroso e la mia persona.”
Eppure le querele sono in atto, così come ha dato da pensare il fatto che una parte della somma risultata in ritardo nei pagamenti, sia stata già saldata dallo stesso Ripa. A tal proposito infatti, è giunta immediatamente la replica del Sen. Alberto Maritati e dell’On. Teresa Bellanova del Partito Democratico che sempre con più decisione, ritengono indispensabili le dimissioni di Ripa dalla carica di assessore comunale.

“Chiediamo all’assessore Ripa di rassegnare immediatamente le sue dimissioni, come contributo alla chiarezza ed alla onestà politica di cui i cittadini da tempo reclamano prove concrete, ed in alternativa al Sindaco di assumere una conseguente decisione che restituisca chiarezza, legalità e trasparenza alla Pubblica Amministrazione e dignità alla sua stessa Giunta e, prima ancora, all’Istituzione che rappresenta.”

I rappresentati del PD auspicano un ricorso al Prefetto se ciò non dovesse avvenire, perché “parlare in questo caso di conflitto di interessi è poco. Nella vicenda ciò che traspare con inquietante evidenza è il modo sfrontato ed arrogante con cui gli amministratori di questa Giunta intendono ed esercitano il mandato ricevuto dagli elettori, che dovrebbe avere come fine quello di amministrare il bene comune e non certo quello di soddisfare interessi personali.”
Gli onorevoli si riferiscono chiaramente anche all’episodio dello scorso febbraio, che ha portato alle dimissioni dal medesimo assessorato di Lucio Inguscio e che Ripa ha commentato invece come “due casi totalmente diversi che non devono essere messi a confronto.”