Diminuisce ancora la presenza di cani randagi lungo le strade e autostrade italiane. Da gennaio a giugno, infatti, al telefono amico dell’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (A.i.d.a.a.) sono pervenute 2.764 segnalazioni rispetto alle 3.216 relative al primo semestre dello scorso anno (-13,7%).

Un calo di abbandoni significativo, a conferma di un trend in discesa se pensiamo che nello stesso periodo, due anni fa, arrivarono 3.808 segnalazioni. L’A.i.d.a.a. ha indicato giugno come il mese più critico di questa prima parte del 2011: 675 sono stati i casi di abbandono, il più alto rispetto ai precedenti cinque mesi dell’anno. I dati raccolti sono comunque confortanti, quel che invece preoccupa è l’aumento legato all’abbandono di cuccioli o di cani piuttosto giovani d’età, un fatto più grave che li porterebbe quasi sicuramente alla morte entro pochissimo tempo, oltre a rendere la strada ancora più pericolosa per gli automobilisti. Dall’indagine è emerso inoltre che l’85% delle segnalazioni è arrivato da alcune regioni del centro-sud. La piaga del randagismo è stata riscontrata soprattutto in Puglia, seguita dalla Campania, dall’Abruzzo, dal Lazio e dalla Sicilia. Migliore è la situazione nel Friuli, nel Trentino e nella Valle d’Aosta, dove bassa è stata l’incidenza delle segnalazioni sul totale nazionale. Si sono invece mantenute nella media quelle provenienti dalla Lombardia, dalla Toscana, dal Piemonte e dal Veneto. Un fenomeno che purtroppo è ancora di scena sulle nostre strade.

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