“L’art. 63, c. 1, n. 1, del Tuel n. 267/2000 espressamente prevede che non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell’interesse del comune

o della provincia, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della regione, fatta eccezione per i comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti qualora la partecipazione dell’ente locale di appartenenza sia inferiore al 3 per cento e fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 718, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

 

Il riferimento operato dal Legislatore riguarda l’aver parte in servizi, esazioni di diritti, ecc. nell’interesse del Comune non solo in via diretta, ma anche in via indiretta.

La ditta società Grafiche s.r.l. di cui l’Ass. Giuseppe Ripa risulta Amministratore unico (e, quindi, legale rappresentante) svolge nell’interesse del Comune un servizio proprio dell’Ente quale è il servizio pubblicità e pubbliche affissioni a nulla rilevando che essa sia  una “società privata di impianti pubblicitari che provvede al pagamento dell’imposta alla Dogre s.r.l., concessionaria del servizio di riscossione dell’imposta di pubblicità”.

Ciò che si rileva è che la soc. Grafiche s.r.l. risulterebbe autorizzata dal Comune a gestire gli impianti pubblicitari su aree concesse in occupazione di suolo pubblico da parte del Comune per lo svolgimento di un’attività propria ed esclusiva dell’ente e che, quindi, se svolta da terzi, ciò avviene nell’interesse dell’Ente medesimo sia pure indirettamente.

In particolare si ritiene che l’attività in questione sia finalizzata alla riscossione dell’imposta sulla pubblicità nell’interesse del Comune a prescindere dal fatto del pagamento dell’imposta alla Dogre s.r.l..

L’attività di gestione degli impianti pubblicitari – non essendo libera – avviene previa autorizzazione da parte del Comune e, presumibilmente, previa procedura di gara finalizzata all’individuazione del soggetto cui affidare il servizio in questione.

L’autorizzazione, comunque, all’installazione, fruizione e gestione degli impianti pubblicitari da parte della Grafiche s.r.l. presuppone l’esistenza di un rapporto contrattuale con il Comune per il quale la società è, quanto meno, assegnataria degli spazi pubblici ove installare gli impianti pubblicitari. La società, quindi, versa al Comune un canone per l’occupazione del suolo pubblico e riscuote dai privati cui assegna gli impianti il tributo per la pubblicità. Ne consegue che, essendo prerogativa dell’Ente, la gestione del servizio pubblicità e pubbliche affissioni, la gestione degli impianti pubblicitari con assegnazione degli stessi ai richiedenti sia un servizio svolto nell’interesse del Comune destinatario del tributo.

La dottrina prevalente ritiene che la partecipazione allo svolgimento dei servizi nell’interesse dell’ente locale debba riferirsi a qualsiasi rapporto giuridico intercorrente con l’ente locale che, per la sua durata e per la consistenza delle prestazioni effettuate sia idoneo ad integrare un potenziale conflitto di interessi ossia a qualunque attività che l’ente locale assuma per raggiungere o realizzare con maggiore efficacia un proprio scopo.

La dottrina ritiene, poi, che la partecipazione all’attività di esazione di diritti per conto dell’ente locale nella forma della riscossione di imposte, tasse o tributi costituisca un sottotipo della più generale categoria delle attività di espletamento di servizi in favore dell’Ente stesso (la soc. Grafiche s.r.l. riscuote dagli assegnatari degli impianti l’imposta che verrà, poi, versata al Comune ovvero versa al Comune l’imposta che, poi, riscuoterà dagli assegnatari).

Inoltre. Non può essere escluso che l’essere l’assessore titolare della società assegnataria delle aree pubbliche ove viene svolto il servizio di pubblicità tramite gli impianti dalla stessa gestiti su autorizzazione del Comune destinatario del tributo per l’occupazione del suolo pubblico e dell’imposta sulla pubblicità, comporti per lui una condizione di favore  e preferenza nella qual cosa consiste il concetto di conflitto di interessi avversato dalla legge in quanto in presenza di un servizio svolto contemporaneamente nell’interesse  del privato e dell’ente locale per il cui svolgimento non si richiede necessariamente che l’ente assuma la posizione di formale committente.” lo comunicano in una nota le opposizioni del comuna di Lecce