“La pur tardiva nomina da parte del Consiglio regionale del ‘Garante dei detenuti’ risponde ad una fondamentale esigenza di carattere civile, essendo i detenuti, peraltro sovente presunti innocenti, essere umani e cittadini che non hanno perso il diritto alla dignità, che deve essere tutelato rigorosamente anche in una necessitata riduzione della libertà.

Essa, rafforzando il rispetto dei diritti umani, corrisponde ai precetti fondamentali del messaggio cristiano, che la conquista dello Stato di diritto, la civiltà liberale nel suo complesso hanno sancito in termini irreversibili.
Ciò detto, al ‘garante’ che stiamo per nominare dobbiamo chiedere di farsi carico della condizione complessiva del sistema carcerario, e cioè anche di quella di chi vi opera al servizio dello Stato, che deve scontare condizioni di vita e di lavoro spesso non molto dissimili di quelle di chi è chiamato a custodire e che è a sua volta il primo, spesso eroico artefice di una condizione più umana in un ambiente duro e pieno di sofferenza”.

 

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