Nessuno che voglia diventare una cotoletta umana andrebbe mai al mare senza un oggetto prezioso ed indispensabile: l’ombrellone.
Che sia rivestito di paglia colorata, impermeabile, di stoffa, piccolo, sottile, grande o scalcinato, è sempre fonte di ristoro e di prevenzione, anche dal bruciacchiamento dei piedi, quando la sabbia raggiunge temperature da carboni ardenti.

E ci sono poi quelli che, pur non portandolo, o non affittandolo, con molta non chalance, senza chiedere alcun permesso, si infilano di diritto e dovere sotto quello degli altri. E neanche li conosci!
Gianmatteo osservava questi atteggiamenti da un po’ e pensava: “Se tanto desiderano un po’ d’ombra, alcuni poggiarvi le borse o i vestiti, farci due chiacchiere, mangiare, bere e dormire, rilassarsi e tutti, prima o poi, vi cercano rifugio, perché non portarselo appresso? Oppure, perché non farlo io?”.
L’ultima domanda era dovuta al fatto che Gianmatteo era un ingegnere.
Detto fatto! Qualche giorno dopo, arrivò con un furgone vicino ad una delle poche spiagge libere rimaste. Parcheggiò, pagò il tagliandino, scaricò della merce, piantò il suo di ombrellone sulla spiaggia, con tanto di sedia al seguito, e attese!
Cosa? La prima richiesta.
Vide, innanzitutto, una signora che si era recata al mare da sola, che, poverina, non ce la faceva a issare il suo riparatore. Niente paura!
“Buongiorno signora! Posso esserle utile?”.
“Magari giovanotto! Non riesco a piantare il mio ombrellone. Il terreno dev’essere un po’ duro sotto e ho paura di rompere la punta dell’asta”.
“Tutto qui? Non si preoccupi. Ci penso io!” – andando a prendere uno dei suoi ombrelloni.
“Ma …” – protestò la signora – “Io ho il mio!”.
“Mica glielo sto togliendo! Per oggi, e solo per oggi, le chiedo di provare il mio. Vedrà”.
Meraviglia delle meraviglie, schiacciando un bottoncino, l’ombrellone iniziò a scavare una buca e a piantar visi ben bene da solo.
La signora rimase a bocca aperta! Era contentissima, così tanto che chiese di acquistare l’ombrellone, ma il ragazzo non volle. Erano ancora dei prototipi, una volta sperimentati e brevettati, allora si, li avrebbe anche venduti, ma non lui, su larga scala.
Intanto, le chiedeva di lasciare i suoi recapiti, perché, partecipando alla sperimentazione, avrebbe avuto uno dei modelli in omaggio direttamente a casa. Al che la signora aderì volentieri.
Stessa sorte toccò, dopo un quarto d’ora circa, ad un signore, che iniziò ad inveire contro dei ragazzi per delle pallonate che gli erano arrivate.
Niente paura! Ecco arrivare Gianmatteo con un altro modello.
“E lei che vuole?” – si rivolse stizzito quello.
“Solo rendermi utile e risolvere il problema!” – tendendogli la sua invenzione.
“Guardi che ce l’ho già l’ombrellone. L’unica cosa che potrebbe fare è bucare quel pallone”.
“C’è di meglio, si fidi!” – sostituendo lo strumento del signore col suo e spiegandogli tutto, come era avvenuto per la signora.
Non appena arrivò l’ennesimo pallone, l’ombrellone allungò uno dei suoi bracci interni, ed eseguì una perfetta schiacciata, mandando la palla ai piedi dei ragazzi.
“Ma è magnifico!” – esclamò il bagnante – “Certo che le lascio i miei dati! Mi dica dove devo firmare!” – mentre i ragazzi erano rimasti sbalorditi.
Un’ora dopo, ecco un’altra turista avere un problema con l’orientamento dell’ombra. Non solo aveva caldissimo, ma non riusciva a darsi pace per come si dovesse posizionare.
Anche in questo caso, Gianmatteo offrì la sua soluzione: un ombrellone auto orientante, con tanto di aria refrigerata che usciva dalla cupola.
A lei pure spiegò tutto, ed anche questa gli lasciò i suoi dati.
Seguì così una serie di ombrelloni con ninne nanne, riscalda o refrigera pasti, autoabbronzanti, parasole efficientissimi, anti noie, anti scocciatori e invasori, rilassanti, musicali, porgi scarpe, anche antipioggia e anti tempesta di sabbia, e c’era anche il full optional, andato ad un signore anzianissimo, che a stento poteva reggersi in piedi. L’ombrellone in questione funse anche da valido appoggio per camminare.
Tutte le sperimentazioni erano andate benissimo, ormai Gianmatteo aveva raccolto un sacco di nomi e di consensi, perciò, con i suoi bei prototipi e i relativi progetti, il giorno dopo si recò all’ufficio brevetti per registrare le sue opere d’ingegno.
“Mi dispiace, ma queste idee esistono già” – fu la risposta dell’impiegato.
“Come esistono già? Ma se sulle spiagge non si sono mai visti degli ombrelloni simili. Guardi qui che consensi ho avuto!”.
Quegli controllò, lesse il quaderno con estrema attenzione, con tanto di date e firme, ed orari anche, e poi rivolse la sua andatura verso l’archivio, confrontando anche qui date, orari, firme e idee.
“In effetti, ha ragione! Le idee e le relative creazioni sono sue, non c’è dubbio, solo che …”.
“Solo che … che cosa?” – domandava preoccupato ed incredulo Gianmatteo.
“Solo che le persone che la hanno aiutata nella sperimentazione, l’hanno preceduta!”.
“In che senso? I prototipi ce li ho io”.
“Infatti, loro hanno brevettato l’idea. Forse non si sono fidati di lei, o qualcuno avrà suggerito loro la maniera di guadagnarci. Forse, aiutandola, volevano una parte degli utili più che un omaggio, come promette qui” – indicando il quaderno.
“Ma … tutti tutti?”.
“Hmmm, no! Mi pare manchi l’idea del full optional”.
Proprio in quel mentre, ecco arrivare una signorina che andava a brevettare quell’idea.
“E a lei chi gliel’ha suggerita? Si può sapere?” – esplose Gianmatteo verso la ragazza.
“Si calmi! Mio nonno mi ha raccontato di questa cosa e oggi, andando a mare, ho sentito delle persone parlare di questi fantastici ombrelloni, di cui, concordemente, hanno brevettato l’idea. Perché loro si e io no?”.
“Perché l’idea, la sperimentazione, il progetto e i prototipi sono miei, chiaro? M-I-E-I! Miei! Sono io che li ho creati!”.
“Oh bene! Non si agiti!”.
“Ha ragione lei!” – riprese l’impiegato – “Non si agiti”.
“Pensi al suo lavoro! Per quale motivo non dovrei agitarmi? Mi avete rubato le idee!”.
“Beh, si, c’era da guadagnarci bene, ma le assicuro che lei può ancora ricavarci qualcosa, qualcosa di molto sostanzioso!”.
“Sarebbe?”.
“Un lavoro presso l’azienda di mio nonno, di cui io sono amministratrice. Come lei, era un ingegnere. Aspettava si rifacesse vivo, in modo da parlargliene”.
“Lusingato, ma le idee sono mie. Vi farò causa”.
“Come vuole!”.
“Anche a lei, ma non a suo nonno! Lui si che è onesto!”.
Non ci fu una causa vera e propria, ma una specie di conciliazione, in cui tutti dovettero ammettere le loro colpe e i desideri di brama.
Ritirarono spontaneamente la registrazione delle idee, così che Gianmatteo poté provvedervi personalmente e con grande soddisfazione. Chiaramente, ebbero l’omaggio solo per mantenimento della parola data e sottoscritta, altrimenti non lo avrebbero meritato affatto! È ovvio!
Quel giorno, il vecchietto era presente, lo avvicinò e gli disse: “Sei un grande ragazzo! Non solo sei stato bravo, ingegnoso e alacre, ma anche determinato e coraggioso. Un elemento così è proprio quello che ci vuole nella mia azienda, se ti va, il posto è tuo!”.
“E sua nipote? Nonostante il suo divieto, ha agito di testa sua!”.
“Si, ma dopo questa figura con me, ha rassegnato le sue dimissioni. Piuttosto, mi ha lasciato un biglietto per te”.
“Toh, ma guarda!” – aprendolo e leggendolo.
Il testo diceva così: “Mi dispiace di aver pensato di approfittare della situazione e per dimostrare a te e a mio nonno che sono pentita, rassegno le mie dimissioni e creo una mia azienda. Ci terrei, però, a lanciarti un invito per un caffè e a conoscerci meglio. Se ti va, coglilo al volo!”.
“Che c’è ragazzo? Qualcosa non va?” – vedendolo sorpreso e perplesso.
“Non so. Quanto a lei, accetto, ma … per sua nipote, ci devo pensare!”.
E così fu! Gli ombrelloni spopolarono su ogni tipo di spiaggia, Gianmatteo guadagnò tanto, ed era contentissimo del suo datore di lavoro.
Con la nipote, Donatella, le cose non andarono così bene. Ormai si corrono dietro da dieci anni e tra un “Ti voglio bene”, un bacio, un “ti detesto”, “non siamo fatti l’uno per l’altra”, sono ancora lì a rincorrersi.
Si prenderanno mai? Chissà, come disse qualcuno, “chi vivrà vedrà!”.
Fine
Ogni riferimento a fatti, persone, cose, è puramente casuale

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