Il settore dei «servizi per edifici e paesaggio» è quello che cresce di più in provincia di Lecce. Seguono le attività di «riparazione di macchine ed apparecchiature», l’assistenza sanitaria e i servizi per la ristorazione.
Lo rileva l’Osservatorio Economico di Confartigianato Imprese Lecce su dati Infocamere-Movimprese.

Lo studio prende in esame le imprese registrate al primo trimestre dell’anno in corso, mette a confronto quelle iscritte con quelle cessate (non d’ufficio) tra marzo 2010 e marzo 2011, rileva la dinamica delle imprese (che si ottiene dalla differenza tra iscritte e cessate non d’ufficio) per poter individuare il tasso di sviluppo.
In particolare, nel Salento, i «servizi per edifici e paesaggio» registrano una crescita dell’11,3 per cento. Al 31 marzo scorso le imprese registrate erano 217, di cui 41 nuove iscritte meno 19 cessate per un saldo positivo di 22 imprese. Al secondo posto, come detto, le attività di «riparazione di macchine ed apparecchiature» che segnano un incremento di 8,3 punti percentuali. Risultano registrate 170 aziende, di cui 30 iscritte e 17 cessate: la dinamica è tredici.
Le imprese dell’assistenza sanitaria sono cresciute del 3,4 per cento. Le registrate sono 60, di cui sei iscritte e quattro cessate. I servizi della ristorazione sono offerti da 748 aziende (105 iscritte, 83 cessate 83 per un saldo di 22). Il tasso di sviluppo è pari al tre per cento. Le industrie tessili sono aumentate del 2,9 per cento; quelle registrate sono 178 (17 iscritte, 12 cessate 12 per un saldo di cinque nuove imprese).
Le imprese di «riparazione di computer e beni per uso personale e per la casa» sono «lievitate» del 2,5 per cento; le registrate sono 569, di cui 47 iscritte e 33 cessate (la dinamica è 14). Le ditte di lavori di costruzione specializzati (che rappresentano per il 32,2 per cento del totale dell’artigianato salentino) sono aumentate del due per cento. Quelle registrate sono 6.197, di cui 672 iscritte e 549 cessate: il saldo è 123.
L’industria alimentare è cresciuta di 1,9 punti percentuali. Le aziende registrate risultano essere 643, di cui 40 iscritte e 28 cessate. Le imprese che si occupano di «altre attività di servizi per la persona» (che incidono per l’11,6 per cento del totale dell’artigianato salentino) sono aumentate di 1,8 punti percentuali. Quelle registrate sono 2.238, di cui 126 iscritte e 87 cessate (la dinamica è 39).
«L’artigianato è vivo» – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Lecce, Corrado Brigante. «Il quadro dell’industria manifatturiera si sta profondamente modificando e ciò impone un nostro riposizionamento strategico verso un modello di business basato sulla qualità dei prodotti, sulla ricerca, sull’innovazione e sulla sostenibilità». Per Brigante «bisogna adottare politiche di sviluppo economico di ampio respiro in grado di valorizzare le nostre eccellenze, il nostro “made in Italy”, sinonimo di qualità nella lavorazione e nell’utilizzo delle materie prime. Occorre investire sull’alta qualità dei prodotti – ribadisce – perché, a parità di lavorazione e di materie prime, il nostro manifatturiero non è concorrenziale ed è di gran lunga superiore».

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