Non è una novità o una scoperta che ogni generazione di adolescenti, viva, proprio perché in una fase delicata del proprio sviluppo psico- fisico, un periodo di disagio e di crisi. La novità degli adolescenti del terzo millennio però consiste in una assenza di modelli educativi positivi di riferimento, che possano aiutare quella ricerca di senso e guarire la ferita ancestrale del “ Re Pescatore”,  presente in ognuno di noi quando cerchiamo di operare percorsi di introspezione e lettura del nostro IO.

I modelli pedagogici ed educativi, che si sono sviluppati in questi ultimi decenni, hanno probabilmente fatto emergere le fragilità di senso, senza però fornire strumenti di accettazione e di uso positivo delle stesse, lasciando i giovani nell’oblio di falsi miti che indeboliscono ancora di più personalità per natura deboli. Fondamentale diventa elaborare modelli educativi che responsabilizzino il soggetto alla ricerca di senso, fornendo strumenti che possano permettere una lettura autonoma  e non dipendente dall’adulto del proprio posto nel tempo e nello spazio. Nel corso degli anni 80, si era sviluppata una logica educativa ( soprattutto familiare) dove il soggetto in evoluzione doveva poter vivere nel giardino dell’Eden e dove l’adulto costruiva intorno barriere affinchè lo stesso non incontrasse la possibilità di cadere precludendo in tal modo la possibilità di  imparare ad alzarsi per fortificarsi. Credo che oggi, i giovani sempre più soli, con difficoltà relazionali e sociali ( paradosso nell’era della comunicazione) debbano essere educati a cadere e a trovare strategie di rinascita e ripresa perché fondamentale è guarire le proprie ferite interiori alla ricerca di senso, tale percorso non può pervenire dall’esterno ma da se stessi. I giovani, come il mito di Parsifal, devono lottare verso una meta elevata che sia in grado di formare personalità che nella loro fragilità trovino la forza. La forza di ogni individuo consiste nel riconoscimento delle proprie emozioni e sentimenti e nella capacità di dichiararli a se stessi e agli altri senza timore di giudizio.
L’educazione alla ricerca di senso è una educazione per la costruzione di un nuovo
Umanesimo che sia in grado di : “ formare un uomo che pensa con la propria testa e sente con il proprio cuore!”.
TIZIANA CONTE

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