Mette un piede in fallo, scivola nel burrone e rischia di fare la fine del suo zaino, precipitato nel dirupo. Se l’è vista davvero brutta una 20enne di Morciano di Leuca, Sara il suo nome, che, insieme ad altri tre amici, di 25, 27 e 20 anni, tutti della provincia di Lecce, nel pomeriggio di domenica, si era avventurata in una scalata lungo l’Appennino bolognese.

I quattro salentini, inesperti di montagna ed equipaggiati con attrezzatura non adatta (indossavano addirittura scarpe da tennis) erano partiti da Lizzano in Belvedere, per raggiungere il rifugio in cima al Monte Pizzo, a 1200 metri di altezza.
I ragazzi, in Emilia per vacanza, percorrevano il sentiero dei Balzi di Graniana. Mancavano poche centinaia di metri di distanza al traguardo, quando la 20enne ed il suo coetaneo hanno perso l’aderenza rispetto al terreno. Ma mentre il ragazzo, di Tricase, è riuscito a fermarsi in tempo, la giovane è scivolata più volte, bloccandosi, e per fortuna, sull’orlo del precipizio.
Qui, temendo di cadere nel vuoto, è stata colpita da una forte crisi di panico. Immobile e terrorizzata, Sara ha poi aspettato l’arrivo dell’elicottero del soccorso alpino del 118, decollato dalla base modenese di Pavullo, prontamente chiamato dai suoi compagni. Minuti interminabili per la giovane di Morciano, tratta in salvo insieme al tricasino, dopo essere stati imbracati con una fune ed issati a bordo dell’elicottero. Per lei, nessuna ferita: solo un grande, grandissimo spavento. Gli altri due leccesi, invece, sono stati recuperati da un mezzo terrestre. Questa la cronaca di un escursione estiva, che si è rivelata tutt’altro che piacevole.

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