L’argomento di questa volta si rivolge a quei salentini che vanno in vacanza altrove. Il salentino verace, quello che – per intenderci – ogni estate “si arrostisce” sotto il sole delle spiagge del salento, può tranquillamente fare a meno di leggere queste righe, perché lui di certo non avrà mai un problema di vacanze rovinate.

Invece, quei salentini che non sanno di avere le Maldive sotto casa e le vanno a cercare altrove, magari all’altro capo del pianeta, è bene che leggano con attenzione queste brevi note informative, perché più spesso di quanto pensino le loro vacanze potrebbero essere rovinate da promesse non mantenute, da intossicazioni alimentari, dallo smarrimento dei bagagli o da variazioni inattese del programma che rischiano di trasformare il loro viaggio in un vero e proprio incubo. Potrebbe perciò prospettarsi per essi la necessità di doversi far risarcire del danno subìto.

Nel mondo a tanti turisti è infatti già capitato di tornare da una vacanza lamentando che i “dépliants” informativi si sono rivelati ingannevoli o di aver ricevuto un trattamento di qualità deludente, o che un soggiorno paradisiaco si è trasformato in un’esperienza da dimenticare a causa di ritardi e vicissitudini varie. Così ad es. a molti è successo di essere ospitati in un albergo diverso – e di categoria deteriore – rispetto a quello raffigurato ed esposto nel “dépliant” pubblicitario. Per non parlare poi dei casi-limite, come quello del turista lasciato da solo in mezzo al deserto!

È sulla scorta di tante esperienze negative che, su impulso della Comunità Europea, il nostro legislatore italiano nel ’95 ha introdotto nell’ordinamento italiano una normativa di tutela per quei consumatori che non abbiano potuto godere della vacanza a causa di disservizi imputabili all’organizzatore del viaggio (il “tour operator”) o al venditore dello stesso (l’agenzia di viaggi). Tale normativa – ora trasfusa nel Codice del Consumo – costituisce un importantissimo strumento di difesa per il consumatore che ha acquistato un pacchetto turistico, cioè la vacanza “tutto compreso”, risultante dalla simultanea offerta delle prestazioni di trasporto, alloggio, vitto e altri servizi turistici. La detta normativa, oltre a fissare specifici obblighi informativi, prevede che in caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, l’organizzatore ed il venditore sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità, se non provano che il mancato o inesatto adempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da una causa a loro non imputabile. Al riguardo, è perciò espressamente stabilito dalla legge che tutte le informazioni riportate nei propri cataloghi ed opuscoli sono vincolanti per il “tour operator”, ragion per cui il consumatore può denunciare eventuali difformità come un vero e proprio inadempimento contrattuale. È stabilito pure che l’organizzatore o il venditore sono tenuti a risarcire il danno sofferto dal consumatore anche se, come spesso accade, quest’ultimo sia stato affidato alle cure di referenti locali dei primi. Il risarcimento cui il consumatore ha diritto comprende sia il “danno patrimoniale” (rimborso delle spese sostenute in più e del prezzo pagato, o di parte di esso, corrispondentemente ai servizi non ricevuti), sia il “danno morale” (che è il “danno da vacanza rovinata” in senso stretto, cioè il danno per non aver potuto godere della tranquillità che sarebbe stato lecito attendersi da una vacanza, vedendo così definitivamente compromessa la naturale aspettativa di svago e di allentamento delle tensioni nervose). Quest’ultima voce di danno verrà risarcita dal giudice attraverso una quantificazione equitativa (cioè, forfettariamente), atteso che il disagio e l’afflizione, per loro stessa natura, non sono suscettibili di essere tradotti in moneta sonante mediante criteri certi ed oggettivi. In proposito, è da dire che la Corte di Giustizia Europea spinge nel senso di attribuire maggior valenza, nell’ambito di tale valutazione equitativa, al fatto che il danno morale da vacanza rovinata sia stato arrecato in particolari circostanze (ad esempio, durante il viaggio di nozze).

Va consigliato al consumatore di contestare senza ritardo già sul luogo di villeggiatura ogni mancanza nell’esecuzione del contratto, in modo che l’organizzatore, il suo rappresentante locale o l’accompagnatore siano messi in condizione di porvi tempestivo rimedio, predisponendo adeguate soluzioni alternative. Al rientro dalla vacanza, poi, entro 10 giorni lavorativi, il consumatore può sporgere reclamo all’organizzatore o al venditore con raccomandata a.r. Il mancato compimento di tali attività, comunque, non impedisce al consumatore di rivolgersi al giudice per il risarcimento. È imprescindibile, invece, che l’azione giudiziale nei confronti dell’organizzatore o del venditore sia esperita entro e non oltre 1 anno dal rientro del consumatore nel luogo della partenza perchè altrimenti, una volta decorso tale termine, non sarà più possibile ricorrere al giudice, tranne nel caso in cui il consumatore abbia riportato un danno alla persona: per questo tipo di danno, infatti, il termine di prescrizione oltre il quale non si potrà più ottenere il risarcimento è di 3 anni dal momento del rientro. Come di consueto, poi, anche chi lamenta danni da “vacanza rovinata” deve fornirne la prova e consegnare al suo avvocato tutta la documentazione utile allo scopo: “dépliant” illustrativo, copia del contratto, foto o filmati del luogo, ricevute di pagamenti extra, denunce per furti o danneggiamenti, certificati medici, testimonianze scritte, ecc.

Tutto sommato, dunque, alla luce dei tanti fastidi cui rischiano di andare incontro quei salentini privilegiati (o sventurati?) che snobbano il nostro mare azzurro e le nostre campagne di uliveti verdeggianti e silenziose per andarsene in vacanza altrove, sarei fortemente tentato di dire, parafrasando lo spot televisivo di un noto operatore turistico: “No SALENTOur? Ahi, ahi, ahi!!”

avv. ANTONIO CHIRICO – Lecce, via Birago n. 53
E-Mail: avvocati.chiricopedone@yahoo.it

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