Se ne discute ormai da tempo, lo propone il Partito Democratico ma trova consensi oltre i confini di partito. Si tratta della modifica della legge elettorale Regionale per collegi  uninominali. La proposta, avanzata dapprima in Consiglio regionale prevede l’allargamento di discussione alla società civile. Tra gli obiettivi la riduzione dei costi della politica, la trasparenza e la legalità politico-amministrativa e il riavvicinamento della gente alla politica

Il dibattito di ieri sera all’hotel Tiziano di Lecce ha nuovamente coinvolto i già promotori della proposta, Michele Emiliano presidente Pd Puglia, Antonio Maniglio consigliere regionale Pd e gli altri esponenti di partito. Al centro la modifica di legge elettorale che, nello stato attuale, consente una maggioranza esigua al governo che compromette il buon andamento dei lavori. E’ stato lo stesso Emiliano a rimarcarlo, esprimendo criticità anche sui poteri esercitati dal governo regionale nei confronti degli enti locali, già stremati dai tagli finanziari del governo centrale.
La proposta elettorale proporrebbe inoltre, la riduzione dei consiglieri regionali a cinquanta unità, svincolandone l’elezione attraverso liste di partiti o preferenze ma in un sistema elettorale uninominale per collegi che nell’ipotesi di elezione di cinquanta consiglieri, ogni collegio sarebbe rappresentativo di circa 80.000 abitanti. I vantaggi, secondo i proponenti, si riscontrano sul piano del rapporto di fiducia tra i rappresentati e i loro rappresentanti, in quanto gli elettori dispongono dell’ultima parola su questo o quel candidato; consentirebbe ad ogni territorio di avere il proprio rappresentante, contrariamente a quanto spesso accade con l’attuale sistema di aree geografiche con più rappresentanti ed altre completamente scoperte; ridurrebbe drasticamente i costi della  campagna elettorale e conseguentemente contribuirebbe ad eliminare i fenomeni del voto di scambio e dei rapporti impropri tra politica ed economia; rappresenterebbe il migliore antidoto alla degenerazione delle pratiche correntizie.

La parità di genere

Si punta anche su cinquanta per cento della rappresentanza femminile, in un’ottica di giusta distribuzione della democrazia partecipata, lo ha fatto presente Annalisa Toma rimarcando l’importanza di rendere effettivo il principio di uguaglianza. D’accordo su questo punto Antonio Maniglio il quale ha proposto la modifica di legge sul modello della regione Campania che prevede la possibilità di esprimere due preferenze ma di genere diverso. “L’attuale forma di governo, ha continuato Maniglio, favorita dal sistema elettorale vigente, si è costituita sotto la precarietà della maggioranza. La priorità di tenere in piedi il Consiglio, rende accettabili proposte a volte di minore importanza rispetto ai grandi temi di cui ci si dovrebbe occupare, dal lavoro alla sanità”.l’obiettivo prioritario è quello di dare solidità alla maggioranza. Questo il primo impegno che deve coinvolgere l’intera squadra di governo regionale e di cui hanno concordato all’unisono durante il dibattito.