Patrik Kleemola e la sua chitarra: si rimane estasiati per la sua capacità di rendere lo strumento musicale parte integrante della sua personalità!

D) Da chitarrista  finlandese, pensa che la musica europea abbia raggiunto il massimo della sua espressività, oppure c’è molto ancora da fare, affinché la stessa pervenga alla sua somma manifestazione?

R) Penso che la musica, come qualsiasi arte, così come la scienza, avranno sempre da scoprire   nuovi traguardi, nuove metodologie, e quindi nuove tecniche applicative, per cui anche la musica sarà coinvolta in questa ricerca senza fine.

D) Come mai ha scelto, sin da piccolo, di suonare la chitarra; c’è una motivazione emozionale oppure è stata una scelta casuale?

R) Nella mia famiglia non si ascoltava musica classica, ma dopo aver sentito suonare il mio futuro maestro Timo Khoronen il pezzo: “Recuerdos de la Alhambra”di Tarrega, mi sono innamorato della chitarra ed ho seguito quel maestro ed anche l’altro Ismo Eskelinen, a partire dai mie dieci-undici anni.

D) I suoi maestri sono stati appunto: Timo Korhonen e Ismo Eskelinen, ci sa dire la differenza di metodo tra  i due suoi docenti ?

R) Come in tutte le attività umane, i due maestri sono certamente diversi, come docenti, diversi l’uno dall’altro, così come ogni uomo è diverso da un altro uomo, ma ho ricevuto da entrambi quelle “lezioni” importanti per la mia crescita artistica.

D) Si è perfezionato poi con Massimo Felici e Oscar Ghiglia presso l’Accademia Chigiana, ottenendo per tre volte il diploma di merito; ci spiega perché è  venuta in Italia a Siena, per potersi specializzare?

R) Siena è un’ importante città italiana, di livello, forse, mondiale, per chi intende padroneggiare la chitarra in senso mirabile, perchè a Siena aveva tenuto insegnamento di chitarra classica Andrès Segovia, il maestro spagnolo, generalmente considerato come il più importante sviluppatore della tecnica e dello studio della chitarra classica di sempre.

D) Dal suo curriculum si evince che Lei si sia cimentato molte volte in Italia, a parte l’ovvietà della domanda, e cioè che gli artisti, di un certo livello, devono per forza di cose, viaggiare ed esibirsi in qualsiasi parte del mondo, ma perché proprio a Gargnano, in provincia di Brescia, ha vinto per due volte il terzo premio al Concorso Internazionale di chitarra?

R) Perché a Gargnano, un paese di appena 3200 anime, in provincia di Brescia, sul lago di Grada, si tiene ogni anno il più importante concorso di chitarra classica.

D) Buenos Aires,  San Jose in Uruguay,  Torino, Genova,  Atene, in Estonia e, nel suo Paese, la Finlandia, a Helsinki e a Turku, da dove, mi sembra era partito, inseguendo il sogno di diventare un estroso chitarrista, ma dove intende giungere, a quanta e a quale perfezione aspira?

R) Amo il mio lavoro e per questo lì dove mi chiamano giungo per arrecare agli spettatori la grandiosità della musica eseguita con la chitarra classica.

D) Ben 30 compositori hanno composto musica per la sua chitarra.

R) Sì, ben 30 compositori viventi, tra cui Francesco Maggio, vostro conterraneo, e il mio repertorio spazia dal Rinascimento alla musica moderna.

D) Ci può rivelare perché collabora stabilmente con il giovane compositore salentino Francesco Maggio,  Eclipse è solo un esempio esemplare, un concerto per chitarra ed orchestra di alto livello, che sarà eseguita a Tricase sabato 2 luglio?

R) Tra il giovane compositore salentino, Francesco Maggio ed il sottoscritto, si è stabilito da tempo, una collaborazione intensa, in quanto intendiamo coniugare il mondo della Scandinavia, le tradizioni folkloristiche della Finlandia, la vita di ogni giorno, proprio con le tradizioni del Salento, col suo folklore, come la Pizzica e la Taranta.

INTERVISTA A CURA DI ROCCO MARGIOTTA

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