In relazione alla richiesta di restituzione del taglio del 10% delle indennità di trattamento dei Consiglieri regionale, dichiarato giuridicamente infondato da una sentenza della Corte costituzionale il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna dichiara quanto segue.

“In merito alla questione e assicurando i cittadini che non sarà comunque chiesto loro alcun esborso, tengo a precisare che non ho soluzioni né certezze e che tutto è allo stato di ipotesi.
Ritengo peraltro opportuno l’approfondimento di alcuni aspetti: innanzitutto se il rimborso abbia carattere generale e quindi vada esteso a tutti indistintamente o se non sia riservato solo a chi ne ha fatto richiesta, Inoltre, va chiarito se sia peraltro dovuto in base alla sentenza della Consulta o, come qualcuno argomenta, se non si debba ritenere efficace la decisione dell’Ufficio consiliare di Presidenza del 2006, non avendo la Regione Puglia avanzato ricorso.
Tutti questi accertamenti vanno condotti senza alcuna fretta e precipitazione, nel rispetto delle norme e tendendo presente l’equilibrio delle finanze regionali, alle quali non vanno recati danni. Acquisiti tutti gli elementi, anche per il reperimento dei fondi, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale sarà in grado di assumere le decisioni utili.
Si potrà riflettere sulla necessità di accelerare l’adozione di una modifica dello Statuto per la riduzione del numero dei consiglieri regionali come contributo al contenimento dei costi della politica. Allo stesso tempo si rende di tutta urgenza una revisione dell’intera normativa relativa a vitalizi, indennità, assegni ed altro, per adeguare il trattamento dei componenti del Consiglio a quello di tutti i lavoratori.
Quanto al reperimento delle risorse per le indennità in argomento, se dovute, ribadisco che in nessun modo è ipotizzabile un ricorso alla leva fiscale. Ai cittadini non sarà richiesto alcun sacrificio. Questo va chiarito risolutamente.
Sarà la stessa politica a farsi carico di oneri aggiuntivi, con la richiesta agli interessati di aderire ad un differimento degli importi su vari esercizi finanziari e di non avanzare pretese di interessi e rivalutazioni, sempre se dovuti. Eventuali sacrifici peseranno sui consiglieri in carica, attraverso interventi sulle indennità attualmente erogate.
Auspico peraltro che la manovra finanziaria del Governo nazionale si faccia carico una volta per tutte dell’esigenza di adeguare il trattamento dei parlamentari e dei consiglieri regionali, eliminando sperequazioni, anche per porre termine alla ridda di voci sui privilegi della casta e sulle finanze facili a vantaggio dei componenti delle Assemblee regionali”.

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