“Il sindaco di Bari non credo possa dare lezioni di turismo e di marketing territoriale a Lecce e al Salento che negli ultimi anni è diventato punto di riferimento e mèta prediletta per gli italiani e gli stranieri con un aumento di anno in anno”.

Il sindaco Paolo Perrone replica con fermezza alle pesanti critiche ricevute dal suo collega di Bari Michele Emiliano sui risultati dell’Italia Wave Love Festival.
“Non inventiamo nulla – spiega Perrone – se diciamo che Lecce città d’arte e di eventi e il Salento terra di mare e di tradizione sono prese d’assalto (e non solo ad agosto) da migliaia di persone che scelgono questa terra e non Bari per trascorrere le proprie vacanze. Io non mi sento un pollo perché a fronte di un investimento del nostro bilancio di 40mila euro (su un festival che secondo le stime degli organizzatori costava circa 1milione e mezzo) la nostra città ha tratto benefici enormi. Innanzitutto in termini di visibilità. Italia Wave Love Festival, grazie al lavoro di comunicazione e ufficio stampa, è stato pubblicizzato (in maniera positiva) su tutte le maggiori testate nazionali”.
Il sindaco Perrone, inoltre, snocciola numeri per avallare le sue tesi. “In un momento di difficoltà economica, dove ricordo che anche un festivalone come l’Heineken Jammin Festival ha subito una flessione del 50% nonostante un cast definito “stellare” (compresi i salentini Negramaro) e il concerto a Campo Volo di Ligabue (aperto dai i salentini Fonokit) ha visto migliaia di persone in meno rispetto alla prima edizione del 2005, Italia Wave a Lecce ha ottenuto circa 35mila spettatori. C’è il dato reale e c’è una percezione. Comunque, secondo i dati dell’Apt della provincia di Lecce durante la settimana del festival (10/17 luglio) almeno 5 mila unità ‘direttamente riconducibili al festival’  hanno dormito nelle strutture monitorate. La crescita percentuale stimata è di circa il 10% rispetto alla stessa settimana di luglio del 2010”. 
“E poi – conclude Perrone – non dimentichiamo un altro aspetto, di non secondaria importanza. Grazie a questo festival decine e decine di giovani leccesi e salentini hanno potuto lavorare nell’organizzazione di questa importante kermesse. Questi sono fatti, il resto è aria fritta”.

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