Anche se il titolo potrebbe far pensare ad un qualcosa di elettronico e creare attacchi di panico nei più incalliti e tradizionalisti sostenitori delle arti manuali, in realtà non si tratta di nulla di tutto ciò, il tempo reale si riferisce al fatto che, nel momento in cui il sottoscritto scrive il presente articolo, si trova nel laboratorio di una sua amica, per l’appunto una delle più brave cartapestaie di Lecce, città famosa da secoli per tale forma d’arte.

Mentre scrivo, lei e la sua bella ed altrettanto brava assistente, sono intente a modellare o a rifinire le loro creazioni. È veramente interessante osservare come la materia informe acquista forma ed immagine sotto le loro esperte mani, reminiscenza simbolica forse del mito della creazione. L’arte, qualunque essa sia, è anche una forma di alchimia capace di trasformare la vile materia informe in immagini ordinate ed armoniche, che vivono in virtù dell’energia infusa loro dall’artista.
Ecco che dando uno sguardo intorno mi trovo circondato dalla Sacra Famiglia, dalle tarantate galatinesi che danzano nella loro immobilità per eliminare col sudore il veleno del ragno, allegoria di ben altri istinti di natura sessuale. Ecco alla mia sinistra una dama d’altri tempi che romanticamente legge un libro sulla panchina di un ottocentesco parco, in attesa di un principe azzurro che la inizi a ben altre pratiche, mentre un poco più in giù sfilano fatine alate, due carabinieri, avvolti nel mantello dell’alta uniforme, e la tarantina processione dei misteri al completo, mentre dal soffitto pendono pomodori così realistici e simili a quelli appesi nelle dispense dei nostri nonni, da far venire l’acquolina in bocca, mentre dappertutto si notano rose incastonate in anelli, collane, bracciali o semplicemente quali rifiniture a scatole e scatolette decorate, sulle quali si potrebbe fare una disquisizione di natura simbolica degna del Codice da Vinci, accompagnate da melagrane capaci di riportare alla mente quel magnifico canto nuziale che è il biblico Cantico dei Cantici, con tutto il simbolismo tantrico ad esso connesso. Ma ci sono ancora tante immagini che ho quasi l’impressione di trovarmi nel platonico mondo iperuranio dove sono riposte le idee di tutto ciò che è esistito, esiste ed esisterà, ma anche di ciò che non è mai esistito e mai esisterà.
Mi fermo qui e mi lascio rapire dal lavoro preciso ed attento che trasforma l’informe in immagine. Lasciatemi indovinare cosa diventerà fra poco quell’ammasso di carta e colla, scommetto che questa volta ci riesco. ..

Cosimo Enrico Marseglia

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