L’Avv. Oronzo Massari è stato, un personaggio tipico degli anni cinquanta, insieme ad Agrimi, De Pietro, Martirano, Mons. Minerva, Nacucchi ed altri; anni cinquanta che a Lecce sono stati molto importanti:  si ricordi il Congresso Eucaristico, l’Università degli Studi, l’avvio dello sviluppo urbanistico, il sistema maggioritario, i vari problemi elettorali di maggioranza, le diverse alleanze amministrative di governo.

Massari è stato senza dubbio il Sindaco più conosciuto della Lecce contemporanea, anche e (soprattutto) per la sua capacità di collocarsi al di sopra di ogni partito, (compreso il suo), criticando in maniera decisa i diversi uomini politici, suoi rivali e relativi partiti d’appartenenza!.
Quest’uomo, ha goduto di un successo immenso, accompagnato da aspre critiche in fase di declino, da parte dei suoi concittadini che vedevano in lui l’autorità politica che non temeva confronti, disapprovava la politica dei partiti e si prodigava per risolvere i molteplici problemi amministrativi, “facendosi carico” a volte, delle più svariate pretese dei leccesi, che non lasciava mai disattese. Egli era fondamentalmente un uomo di destra, formatosi negli ambienti monarchici di una città in evoluzione, era antisocialista ed anticomunista, nemico dichiarato della stessa Democrazia Cristiana  e di alcuni iscritti.
Il “Qualunquismo” era leggermente tipico del suo ragionamento politico, sviluppato in quell’ambiente ideale popolare di Martirano, Nacucchi ed il barone Personé. Era un “Qualunquismo” che condannava il dilagante strapotere centrale dei partiti e sindacati, scevro dall’”iter” naturale e della politica nazionale ed internazionale di quegli anni.
Riscuoteva, però la simpatia dei leccesi ed un invidiabile successo personale. D’altronde, l’”avvocato gentiluomo”, non risparmiava le sue critiche a nessuno, compagni di cordata ed assessori particolarmente. In pratica, oltre a farsi valere in campo amministrativo, si occupava personalmente di svolgere i compiti di sua competenza o che comunque si attribuiva e per questo suo comportamento fu ammirato ma anche odiato moltissimo.
Massari, quasi ogni mattina dopo aver salutato maestranze e dipendenti comunali, effettuava un giro di ricognizione per la città, si recava al mercato coperto per controllare l’igienicità del posto, elevava contravvenzioni ai motociclisti indisciplinati. Era un nemico acerrimo degli orologi sempre fermi e delle fontane non funzionanti a dovere.
Essendo stato anche denominato, “Principe del Foro Leccese”, era a Palazzo di Giustizia, impegnato a risolvere le controversie legali che vedevano coinvolti oltre  a gente di ogni risma, avvocati, giudici e funzionari.
Onesto penalista ed eccelso letterato, dotato di un fascino inconfondibile piaceva ai leccesi per il suo modo informale, ironico e popolaresco di parlare e di lui si ricordano ancora le sue principali passioni: la natura e gli animali, (per i cavalli, nutriva una passione invincibile).
Egli inaugurò,  Il 6 agosto 1955, l’artistico orologio opera del famoso scultore Francesco Barbieri, di San Cesario (Lecce),  in Piazza Sant’Oronzo in occasione dell’apertura della Banca Commerciale Italiana.

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