Antica è la storia dei mezzi di trasporto che sono in realtà mezzi di distinzione sociale. Nel finale di ladri di biciclette (1948) il protagonista Lamberto Maggiorani vede parcheggiate fuori dallo stadio centinaia di biciclette in attesa dei loro proprietari, alla fine della partita, i tifosi che escono fuori dallo stadio  salgono ognuno sulla propria bicicletta, simbolo per quei tempi, di una certa agiatezza.

Il pover’ uomo, che rischia di essere tagliato fuori dalla società proprio perché non ha più la bicicletta (gliel’hanno rubata all’inizio del film) decide di farsi giustizia da solo e di rubare a sua volta una bicicletta. Il film è u dramma neorealista, e per Maggiorani la bicicletta è una necessità; ma a metterlo in tentazione è stato lo spettacolo di tutte quelle biciclette, che per i tifosi sono solo un lusso. Ora sostituite alla bicicletta l’automobile, hai bisogni reali quelli immaginari, e avremo la commedia all’italiana, di cui l’automobile è regina incontrastata. L’automobile rappresenta molte cose per la commedia di costume, ma innanzi tutto lo status-symbol per eccellenza. Niente di più comodo per i registi che rilevare il ceto e la personalità dei personaggi attraverso l’auto che guidano o che sognano. Basta vedere la prima inquadratura del Sorpasso (1962) commedia automobilistica fin dal titolo, dove Gassman viene subito presentato a bordo della sua Aurelia Sport: in pochi secondi abbiamo già capito che si tratta di un borghese arrivista non del tutto arrivato, di un simpatico smargiasso che a quarant’anni vuol vivere ancora come un ventenne. Si potrebbe compilare un vero e proprio dizionarietto delle automobili della commedia all’italiana, ecco come alcune venivano usate.
L’Aurelia Sport immortalata dal sorpasso, fu la macchina di lusso per antonomasia negli anni cinquanta in film come Guendalina o La Provinciale, ma nel Sorpasso è ormai malridotta, uno status symbol decadente, in mano a uomini sull’orlo dei cinquantenni ma ancora poco cresciuti.
Mercedes e Rolls- Royce  sono macchine oscure, auto della notte non eri ente la guidano monsignori sporcaccioni e membri della nobiltà nera (I Nuovi Mostri nell’episodio First Aid in  Ieri, oggi, domani episodio Anna.)
Jaguar, Ferrari, Macerati contrapposte alle Fiat per il contrasto sono presenti i film come Il Tigre e In nome del popolo italiano. Chi si è fatto la Ferrari o la Jaguar ha ultimato la scalata sociale ed è per questo che non sa dove andare come accade a Gassman protagonista nel film Il Tigre. Alberto Sordi nella Mia Signora avendo mostrato di essere arrivato al successo, sceglie di tornare alla seicento per risparmiare, visto che per mantenere la Ferrari o la Jaguar deve fare qualche sacrificio di troppo. Sempre Sordi in Una vita difficile individua proprio nell’automobile il suo peggior nemico, prima mette in guardia la moglie dalla facilità tutta esteriore di quei simboli rombanti , tanto che nella notte versiliese sputa sopra ad ogni auto che passa.
Del resto accanto al simbolo della riscossione sociale c’è un’altra auto-metafora che accompagna i personaggi della commedia all’italiana nell’irresponsabile corsa verso la distruzione, non solo simbolica. Auto come quella del Sorpasso o della Vita facile accompagnano la società del boom economico, precedendola, verso auto-distruzzione  proprio come il suo simbolo.