Nell’ambito dell’attività di servizio della Guardia di Finanza in provincia di Lecce, particolare impegno viene riservato all’individuazione di coloro che sfruttano abusivamente l’acqua, bene pubblico per eccellenza e come tale da salvaguardare nell’interesse dell’intera collettività.

Infatti, forse non tutti sanno che le risorse idriche, comprese le acque sorgenti artificialmente estratte dal sottosuolo, fanno parte del demanio idrico dello Stato e, pertanto, la ricerca di nuove fonti e/o l’emungimento di acqua dal sottosuolo è subordinata al rilascio del provvedimento concessorio da parte dell’Autorità regionale preposta (Uffici dell’ex genio civile ora strutture tecniche provinciali della regione Puglia), nonché al pagamento di un canone annuo, differenziato a secondo del diverso utilizzo

E’ del tutto evidente, quindi, che lo sfruttamento di risorse idriche senza alcuna autorizzazione preventiva, oltre a costituire un danno per l’ambiente e per le casse pubbliche, rappresenta un’ingiustizia per quei cittadini, proprietari di pozzi, rispettosi delle regole.

In tale contesto, le Fiamme Gialle della Tenenza di Leuca hanno avviato nel territorio del basso salento un monitoraggio del particolare fenomeno, individuando nei comuni di Morciano di Leuca, Castrignano del Capo, Salve e Presicce, cinque pozzi illegali, di cui quattro completamenti abusivi, privi cioè di qualsiasi autorizzazione ed in evasione dei  canoni idrici dovuti, mentre per il quinto, pur autorizzato, il proprietario pagava un canone annuo inferiore  rispetto a quello effettivo.

I responsabili rischiano ora una sanzione pecuniaria fino a 30.000, oltre al pagamento per intero dei canoni non versati, risultati pari a complessivi 15.587,00 euro.