“Centodiciassette milioni per il nuovo Fazzi: a quattro anni dalla sottoscrizione dell’accordo con l’ex ministro Livia Turco, e della ufficializzazione del finanziamento, non c’è traccia di lavori, né di posa di prime pietre, né si ha notizia di quando ciò avverrà.” Lo dichiara il consigliere regionale, Antonio Maniglio.

“Sicuramente ci saranno mille motivi burocratici che spiegheranno perché passano gli anni e non si costruisce il nuovo ospedale, ma agli occhi e per la salute dei cittadini ciò non è proprio giustificabile.

La terza torre del Fazzi, aggiungendosi all’oncologico e all’edificio  originario, dovrebbe diventare un punto di eccellenza al servizio di tutto il Salento, una struttura moderna, dotata delle migliori tecnologie, progettata secondo logiche di grande funzionalità e accessibilità.
Un’area emergenza dove funzioneranno vari reparti di chirurgia, la rianimazione, il pronto soccorso. E quindi sale operatorie, unità intensive, laboratori e circa 500 posti letto.

Questo è il modo migliore per innalzare la qualità dei servizi, ridurre i viaggi in altre regioni (che sono tornati a crescere), contenere la spesa.

Con l’interrogazione all’assessore Fiore ho voluto ricordare che il fattore tempo è decisivo, che il deterioramento dei macchinari e delle strutture esistenti hanno un costo economico per le continue riparazioni e adeguamenti oltre che arrecare danni ai malati, che bisogna pensare a soluzioni –anche legislative- in grado di velocizzare i lavori e di consegnare le opere completate.

In provincia di Lecce, nel corso degli anni, abbiamo avuto esempi opposti in merito ai tempi di realizzazione di opere.

Da una parte l’ospedale di Campi, i cui lavori durarono trent’anni, dall’altra lo stadio di via del mare tirato su in tre mesi. Non pretendiamo che un ospedale “valga” quanto un campo di calcio, ma non vorremmo si ripetesse la telenovela dell’ospedale di Campi.”

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