Giovedì 28 Luglio alle ore 20.00 presso il Cortile di Palazzo Gallone di Tricase, in Piazza Pisanelli, si svolgerà la presentazione del volume “Poteva andare peggio – Mezzo secolo di ragionevoli illusioni” di MARIO PIRANI, pubblicato da Mondadori. Nel corso della serata culturale, patrocinata dal Comune di Tricase e dal GAL Capo S. Maria di Leuca

e con la collaborazione della Libreria Marescritto di Tricase, l’autore sarà intervistato da ALVAR GONZALES PALACIOS, inoltre, sono previsti gli interventi di ANTONIO LIA, Presidente del GAL Capo S. Maria di Leuca e di EDOARDO WINSPEARE, Regista Cinematografico, mentre l’Attore e Regista salentino, IPPOLITO CHIARELLO leggerà alcuni brani della pubblicazione.
Giornalista autorevole e commentatore politico tra i più raffinati, Mario Pirani merita senza dubbio la qualifica di “irregolare”: unico tra le grandi firme della sua generazione (Bocca, Biagi, Scalfari) ad aver militato nelle file del Pci, è anche l’unico a poter vantare una lunga e significativa esperienza professionale nella cosiddetta “diplomazia industriale”, avendo lavorato all’Eni di Enrico Mattei. Tra i fondatori del quotidiano “la Repubblica”, filo-atlantico e filo-israeliano, cura da molti anni “Linea di confine”, una seguitissima rubrica di approfondimento politico che rappresenta un punto di riferimento per la parte più liberale della sinistra. In questa densa e appassionante autobiografia intellettuale e politica, Pirani ripercorre quasi settant’anni di vita italiana – un’intera epoca del Novecento – tra eventi collettivi e ricordi personali, cronaca e memoria. “Poteva andare peggio” si rivela una testimonianza preziosa per tutti coloro che, terminato il secolo delle grandi utopie, intendono privilegiare, anziché le interpretazioni ideologicamente orientate, il grumo di “verità” che sempre risiede nei fatti e nella Storia.
Alvar González-Palacios (Santiago di Cuba, 13 maggio 1936) è uno storico dell’arte cubano naturalizzato italiano. Discendente di un’influente famiglia locale, si trovava in Europa al momento della presa di potere di Fidel Castro e scelse di non far ritorno nel proprio paese, stabilendosi poi in Italia: a Firenze, a Milano e quindi a Roma, dove vive attualmente. Ha studiato negli atenei dell’Avana, di Parigi (Sorbona), e di Firenze; in quest’ultima è stato allievo di Roberto Longhi e si è laureato con una tesi sull’arte di corte a Napoli. Si segnala come uno dei massimi storici delle arti decorative, con una predilezione per l’area italiana, francese e spagnola; numerose sono le sue pubblicazioni in questo campo. Intellettuale e uomo di mondo, ha narrato le proprie vicende biografiche in due volumi: Le tre età (Longanesi, 1998) e Un anno di meno. Diario del 2006. Case, musei, incontri, viaggi (Skira, 2007).
Ippolito Chiarello, dopo l’esperienza come osservatore del lavoro di Dario Fo, nel 1995 incontra la Compagnia Koreja e inizia la sua carriera da attore professionista misurandosi con lavori sempre più impegnativi sia come attore ( Il Piccolo di Milano, Il Valle di Roma, La Fenice di Venezia per la biennale, in Canada, Francia, Spagna, Grecia, Albania) che come pedagogo teatrale (Università di Lecce e di Tirana, Istituti di Istruzione Superiore, Istituti di pena e psichiatrici). Ha partecipato a progetti cinematografici come attore in Albania e in Italia (Illy Pepo, Aldo, Giovanni e Giacomo; Winspeare, Fluid Video Crew, Gianni De Blasi) e video musicali (Valentina Giovagnini, Sud Sound System). L’ultimo lavoro teatrale è il FANCULOPENSIERO STANZA 510 e la sua PROPAGINE OFF, dall’aprile 2010, “valigetta alla mano”, Ippolito Chiarello è partito dalla punta del tacco d’Italia, S. Maria di Leuca, per arrivare a Berlino a data da destinarsi, con il suo spettacolo. Una tournée che prende la forma di un viaggio-maratona low cost, un barbonaggio teatrale per approdare anche nei non luoghi della cultura e del teatro e che porta con se uno spettacolo e una protesta, un tentativo di lanciare una discussione per una nuova possibilità di distribuzione delle opere e degli attori e una riflessione sul carrozzone teatro e ricerca.

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