“Il dato di fondo della manovra economica del Governo è che si è voluto sfruttare il nostro senso di responsabilità per coprire la totale irresponsabilità del centrodestra. Si è utilizzata l’aggressione dei mercati finanziari internazionali per ignorare, ancora una volta, il confronto di merito con l’opposizione”.

È Salvatore Capone, Segretario provinciale del PD di Lecce, ad introdurre così il giudizio del Partito Democratico sulla manovra economica appena varata dal Governo Berlusconi.
“Un Governo responsabile non ci avrebbe portato fino a questo punto, negando per anni la crisi come ha fatto, ma arrivati a questo punto non avrebbe scaricato tutti i costi sui soliti noti: lavoratori, pensionati, famiglie, ceti medi e bassi. Perché saranno loro a pagare i conti che la finanza internazionale ha presentato per l’incapacità di questo governo”.
Tre esempi su tutti:
un lavoratore, pensiamo per esempio a un precario, che guadagni meno di 700 euro al mese. Ebbene, con questa manovra, quel lavoratore, che fino a oggi rientrava nella fascia esente, dovrà pagare ben 368 euro di imposte;
per un pensionato con pensione lorda annua di 7.500 euro, l’aumento di imposta è di 345 euro, e il limite di esenzione scende a 6.000 euro.
una famiglia monoreddito, con reddito di 20.000 euro con coniuge a carico e due figli di età inferiore a tre anni paga maggiori imposte per 661 euro. Se la stessa famiglia avesse un reddito di 60.000 euro subirebbe un aumento di imposte di soli 217 euro.
A questo poi si aggiungono l’inasprimento dei ticket sanitari e l’ennesima stangata sugli enti locali, che si tradurrà necessariamente nell’impossibilità di garantire i servizi essenziali, quei fabbisogni standard che il federalismo avrebbe dovuto garantire.
I risparmi previsti a regime nel 2014 ammontano a 6,4 miliardi: 1,6 mld dalle Regioni a statuto ordinario, 2 dalle Regioni a statuto speciale e dalle Province autonome, 0,8 dalle Province e 2 dai Comuni con più di 5 mila abitanti. Ad essere principalmente colpiti saranno asili, ospedali e bus. I Comuni dovranno ridurre la spesa per i servizi, aumentare le imposte e le tariffe, e le politiche di welfare verranno riviste al ribasso, se non addirittura cancellate.
“Per evitare responsabilmente l’ostruzionismo, le opposizioni avevano unitariamente ridotto la propria controproposta a pochi qualificati emendamenti” spiega invece il Sen. Alberto Maritati.
In particolare, per il PD le pensioni dei Parlamentari si dovrebbero conteggiare, come fa l’Inps per tutti i normali lavoratori, con il metodo contributivo. “La riduzione” ha proseguito Maritati “degli stipendi di senatori, deputati e ministri doveva avvenire già dal 2012 e non dalla prossima legislatura, come prevede invece la manovra”.
Inoltre, secondo gli emendamenti dell’opposizione, si sarebbe dovuto introdurre un regime di incompatibilità tra una serie di cariche elettive o di nomina, con conseguente impossibilità di cumulare stipendi (es. parlamentare, assessore, membro di Cda, ecc). Si voleva una stretta anche per gli alti dirigenti pubblici e rigide regole per le auto blu e i voli di Stato.
“Più in generale” ha concluso Maritati, “riguardo ai costi della politica, si era proposto il riordino del sistema degli Enti locali, attraverso la cancellazione delle province con meno di 500 mila abitanti e la soppressione dei tanti enti inutili. Purtroppo però, di questo impegno propositivo non vi è alcuna traccia nella manovra approvata”.
Un altro emendamento, sui ticket sanitari, prevedeva sostanzialmente l’esenzione in relazione alla situazione economica del nucleo familiare. Tra le proposte di modifica, quella di interviene sulle rendite finanziarie con un innalzamento delle aliquote dal 12,5% al 20%, escludendo i titoli di Stato e, al contempo, un abbassamento dell’imposta sul conto corrente bancario dal 27 al 20%.
“In questa manovra il governo nasconde dietro le necessità quella che invece è da sempre la sua politica: colpire chi ha di meno per salvaguardare chi ha di più”. Questa l’opinione dell’On. Teresa Bellanova.
“Il Piano per il sud continua ad esistere soltanto negli show mediatici del Ministro Fitto e quello che tutti chiedevano, l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie e il taglio dei costi della politica, è rimasto nel libro dei sogni. Il nostro senso di responsabilità, quindi, non ha trovato sponda in questo governo “cialtrone”. Per questo motivo” ha concluso la Bellanova “noi chiediamo con forza il ritorno immediato alle urne. Gli italiani non possono più permettersi di pagare i conti salatissimi che questo centrodestra continua ad addebitargli”.
Il Partito Democratico continuerà a denunciare le iniquità della manovra e ad approfondire le proprie proposte concrete per il taglio dei costi della politica, sia con iniziative specifiche che nel corso delle Feste Democratiche, che fino a fine settembre saranno organizzate sull’intero territorio provinciale.