Tra le tante forme che può assumere la perversione sessuale a danno dei minori, c’è sicuramente quella della pedopornografia on-line. Secondo gli studi, tra il 10 e il 20% dei minori europei potrebbe essere vittima di abusi sessuali durante l’infanzia.

Data l’entità del problema, i membri della commissione Libertà civili hanno stabilito, martedì, pene più severe per questo tipo di reati: rimozione alla fonte di tutti i materiali pedopornografici presenti sul web, pene minime obbligatorie e regole più severe anche dopo che i colpevoli hanno pagato il loro conto alla giustizia. Il testo della relatrice italiana del PdL (PPE) Roberta Angelilli, approvato in commissione parlamentare il 12 luglio, stabilisce le pene minime per 20 reati di abuso sessuale sui bambini e pornografia infantile. “I deputati si sono battuti per punizioni più severe, specialmente quando gli autori degli abusi sono persone di fiducia (familiari, insegnanti, ecc.) – ha affermato Angelilli. Secondo il nuovo accordo, tutte le pagine contenenti materiali pedopornografici devono essere rimosse. L’eliminazione deve avvenire alla fonte e gli Stati membri sono tenuti a cooperare con i Paesi terzi se le pagine incriminate sono ospitate al di fuori dell’UE. Il blocco diventa un’opzione solo se questi Paesi rifiutano di collaborare, con la rimozione della pagina. Pene minime obbligatorie, che gli Stati hanno facoltà di aumentare, sono state stabilite anche per la produzione e il possesso di pornografia infantile. Anche la sola visualizzazione potrebbe essere perseguita, se si dimostra l’intenzione di accedere al sito in questione e la consapevolezza sul suo contenuto. Nuovi concetti e reati sono stati introdotti per la prima volta nella legislazione comunitaria, come quelli di “turista sessuale” – persona che viaggia all’estero per abusare dei minori – o di “grooming” – termine inglese che indica l’adescamento di bambini e adolescenti on-line, attraverso tecniche psicologiche che inducono alla fiducia. Chi si è macchiato di reati sessuali dovrà accettare condizioni più severe anche dopo aver scontato la pena. Potrebbe, ad esempio, subire limitazioni nel praticare attività professionali che prevedono il contatto con i minori. Gli Stati potranno inoltre scegliere di inserire i criminali sessuali in appositi registri, così da facilitare il reperimento delle informazioni da parte dei datori di lavoro. Il testo sarà a disposizione delle autorità competenti e delle ONG per assicurare tolleranza zero in tutti i crimini contro i bambini” – ha detto ancora la relatrice Roberta Angelilli. Prossimamente l’accordo sarà votato in Aula nel mese di settembre e, poco dopo, adottato formalmente dal Consiglio dei ministri. In questo caso la direttiva sostituirà l’attuale legislazione europea, che risale al 2004. Gli Stati avranno due anni per recepire le nuove regole nelle loro leggi nazionali. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello Sportello dei Diritti “la pedopornografia è un mondo estremamente eterogeneo, per lo più sommerso e sempre all’avanguardia nell’uso delle tecnologie informatiche. Per questa ragione le forze dell’ordine devono combattere il fenomeno con le stesse armi: l’aggiornamento professionale e la capacità di essere al passo con la tecnologia permettono di essere sempre più incisivi nel contrasto a questa vera piaga mondiale. Come emerge dai dati raccolti dalla hot-line specializzata a raccogliere segnalazioni di materiale illecito pubblicato in rete, infatti, la maggior parte delle foto e dei filmini pedopornografici sono prodotti in Europa e nel Sud-Est asiatico, ma i maggiori fruitori sembrano essere gli statunitensi”.

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