L’imposizione del balzello per il pronto soccorso varato con la nuova finanziaria del governo centrale per i codici bianchi e’ iniqua, inefficace e costosa. A lanciare l’allarme sulle necessità dei più bisognosi è Primo Mastrantoni, segretario dell’Associazione Diritti Utenti e Consumatori

Vediamo il perche’: Inefficace perchè basterebbe analizzare i dati delle regioni (es. Emilia Romagna, Lazio) che avevano gia’ imposto la tassa. L’esperienza insegna che dopo un primo periodo di diminuzione, la quantita’ dei codici bianchi torna ai valori precedenti all’imposizione della tassa anche perche’ i codici bianchi vengono trasformati in verdi per evitare problemi legali ai medici.  Iniquo perchè i “ricchi” hanno un’assicurazione sanitaria che consente l’intervento di un medico 24 ore su 24. Per una influenza il “ricco”chiama il servizio assicurativo di assistenza che esamina il problema e, se del caso, invia un medico. Sono invece i “poveri” che devono ricorrere al pronto soccorso, anche per un codice bianco che, tra l’altro, non puo’ che essere certificato dal personale sanitario. Il medico di base, al quale si dovrebbe rivolgere il “povero”, in molti casi non e’ disponibile per una visita domiciliare, per cui non rimane che recarsi al pronto soccorso.  Costoso perchè occorre predisporre le strutture per far pagare il balzello (macchine, personale, ecc.). A nessuno piace frequentare un pronto soccorso e, se ci si reca, si presuppone che se ne valuti la necessita’. Ovvio che i pronto soccorso dovrebbero esaminare i casi, appunto, da pronto soccorso. Si tratta allora di attivare dei filtri intermedi, quali i medici di base e la guardia medica. Un tempo il medico di base (di famiglia) divideva la giornata tra visite domiciliari e studio. Oggi non e’ piu’ cosi’. Occorre tornare al passato per guardare al futuro! In Germania i medici di base vengono penalizzati economicamente se i propri assistiti ricorrono al pronto soccorso per un codice bianco. In Italia, invece, si preferisce penalizzare i pazienti bisognosi.