“L’ultima sortita mediatica dell’architetto Sergio Ventura mi lascia alquanto sorpreso: ma non era la Sinistra quella che tutelava le ragioni delle classi meno abbienti? Si è capovolto il mondo: un’opposizione di centrosinistra che si lamenta di una kermesse capace di garantire una notte di festa anche a chi non può permettersi le discoteche di lusso, e a chi aspetta quella festa come la manna dal cielo, come commercianti e ambulanti, per far quadrare i complicati bilanci familiari.”

Così il sindaco di Lecce Paolo Perrone replica all’intervento dell’architetto Sergio Ventura. “Non c’è più religione ideologica, insomma. E, soprattutto, non c’è più la capacità di opporre rilievi sensati agli sforzi di un’amministrazione comunale la cui attività, come tutte quelle umane, è naturalmente perfettibile. Ma criticare il Comune di Lecce per aver organizzato una Notte bianca capace di offrire un angolino anche al venditore di peluche cinesi, scusate, non mi sembra un’obiezione capace di reggere il vaglio di un esame anche solo superficiale. Perché la Notte bianca non nasce come festa snob, come party esclusivo buono soltanto per le serate estive di Capalbio, ma è, appunto, un contenitore di spettacoli e iniziative varie che una città decide di offrire, oltre ai grandi eventi culturali, ultimo esempio la Biennale, anche una serata più nazional-popolare.
Anche intrattenimento meno sussiegoso di quello cui è evidentemente abituato Sergio Ventura, che ignora con altrettanta evidenza come quest’anno Lecce registri un + 13 per cento di arrivi e un + 16 per cento di permanenze: segno quindi che i turisti, al di là dei rilievi da puzza sotto al naso dell’architetto ex assessore al Traffico, gradiscono le scelte di Lecce in fatto di politica culturale e turistica, appunto. Senza contare la scelta, eminentemente politica – che il Comune di Lecce rivendica ancora una volta con forza e determinazione – di voler assicurare anche a chi non ha ville al mare un’occasione per ricordare con piacere l’estate 2011.
E poi il merito dei rilievi di Ventura, snobismo a parte: quello sui bagni chimici, che l’architetto definisce inesistenti. Peccato invece che esistessero, eccome: dodici gruppi di toilet uomo-donna-disabile, ubicati esattamente in piazza Sant’Oronzo (4), piazzetta Panzera (2), Porta Napoli (2), Porta San Biagio (2), Porta Rudiae (2); e senza contare che anche gli esercizi commerciali aperti sono tenuti per legge a fornire supporto in tal senso. 
Poco aderenti alla realtà anche le affermazioni circa la sicurezza sul territorio, visto che sullo stesso erano dislocati ben 35 vigili e 56 uomini della Protezione civile e che due ambulanze medicalizzate, ovvero complete di medico e infermieri, presidiavano la zona della festa, che per fortuna quest’anno ha fatto registrare solo due segnalazione di malori, e neppure gravi. E poi i residenti, che mi preme ringraziare per la loro disponibilità e pazienza: sono stati loro stessi a riconoscere l’importanza della festa per la città, e a farsi carico degli inevitabili, piccoli disagi che un evento così imponente può comportare.
Che dire, insomma? Che forse la Notte Bianca di Lecce ha fatto passare una notte in bianco, ma per i nervi, all’architetto Sergio Ventura. Ce ne dispiace, ma non sappiamo cosa farci: per noi festa è questo, un evento aperto a tutti e che lascia tutti contenti e soddisfatti; come in questo caso, visto che abbiamo ricevuto innumerevoli attestati di stima e gradimento da parte dei turisti presenti, e non solo. Le feste snob, quelle radical-chic immaginate da una certa Sinistra elitaria e classista, le lasciamo appunto agli altri”.

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