Foto Walter Macorano“Ancora non mi hanno pensionato”. E’ con queste poche parole Enzo Russo fa capire di avere ben saldo tra le mani il timone del Nardò. L’occasione in cui sono state pronunciate è la conferenza stampa con cui Russo ha presentato il nuovo staff dirigenziale del Nardò che, a parte Tony Martano, è quello del biennio d’oro 2008/2010.

Dopo giorni di chiacchere e ipotesi più o meno fondate su un eventuale futuro granata targato Salvatore De Vitis, Russo ha voluto chiarire definitivamente a stampa e tifosi qual è lo stato dell’arte di una trattativa che di fatto, non è mai partita.
“Conosco De Vitis da tempo e lui conosce la società avendo già partecipato alla gestione del Nardò anche se solo come finanziatore -dice Russo- ero quindi a conoscenza della presenza di una cordata interessata al Nardò e facente capo a De Vitis già dal dicembre del 2010. L’ipotesi di un inserimento nella gestione della società con l’ingresso di capitali freschi si è intensificata nel momento in cui lo sponsor En.It ha deciso di chiudere la sponsorizazione”.
L’ipotesi iniziale, rivela Russo, prevedeva solo un’affiancamento all’attuale proprietà: gli investitori rappresentati da De Vitis avevano l’intenzione di immettere liquidità e collaborare alla gestione a patto di puntare sul salto di categoria.
Lo scambio di mail degli ultimi giorni tra De Vitis e Russo testimonia però un cambio di programma: la cordata di imprenditori guidata da De Vitis sembrerebbe intenzionata a rilevare l’intera società assumendone il pieno controllo.
Russo non nasconde la sua disponibilità a trattare un’eventuale cessione ma ribadisce di non aver ancora ricevuta nessun tipo di offerta. De Vitis ha solo chiesto di visionare la situazione contabile del club granata e ad oggi attende la documentazione. I tempi di questa pseudo-trattativa però non convincono Russo che si sarebbe aspettato delle mosse più incisive e soprattutto tempi più rapid da parte dei suoi interlocutori che si sono fatti vivi solo dopo l’iscrizione al prossimo campionato.
La disponibilità di russo però resta massima: “Da sempre ho pensato che, davanti a un progetto credibile, sarei stato disponibile a farmi da parte. Quindi la linea è la seguente: se ci pervenissero proposte serie, che guardano a risultati ottimali rispetto a quelli che possiamo dare noi, io sono pronto a passare la mano senza remore. Se c’è la possibilità di un’esaltazione dell’attività, l’accordo con me si potrà raggiungere; per il valore del Nardò ho in mente una cifra ma sono pronto ad ascoltare tutto, a parte proposte “oscene” .
Senza offerte però il compito di guidare il Nardò resta sulle spalle di Russo che garantisce “il massimo apporto” ma evita proclami e voli pindarici: “lo scorso anno abbiamo sforato il budget in maniera esagerata, quest’anno dobbiamo riequilibrare. Il prossimo sarà un anno di transizione e il nostro obiettivo sarà la permanenza in serie D. Partiamo da un’ottima base e possiamo sfruttare il buon lavoro svolto nel settore giovanile”
Con budget ridotto e obiettivi ridimensionati il Nardò c’è e si affida soprattutto alla coppia Longo-Inguscio per la costruzione della rosa 2011/12. Longo torna sulla panchina granata dopo un anno di esilio e non nasconde la sua soddisfazione: “Queso ritorno mi riempie di orgoglio, specie perché avviene in un momento così delicato; ho lo spirito giusto per affrontare questa avventura e ho chiaro l’obiettivo: far maturare un gruppo nuovo che sarà giovane, di qualità e di prospettiva, i tifosi dovranno avere pazienza”. Legato a doppio filo alla presidenza russo, Longo dice di non sentirsi un tecnico a tempo determinato; un eventuale cambio di proprietà non lo preoccupa: “Se arriverà, la nuova proprietà valuterà il mio lavoro e deciderà. Nel frattempo mi comporto da professionista e penso a fare l’allenatore del Nardò”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il ds Gianni Inguscio alla ricerca dei numi giusti per il nuovo Nardò:
“Abbiamo una lista di 25 giocatori da cui pescare e una settimana di tempo per fare la squadra”.
Il Nardò parlerà ancora argentino, assicura Inguscio, che parte da una certezza: “Il Nardò riparte da Pereyra. Inseime a lui saranno confermati Palmisano, Odwong, Centanni e Colletta, che sono di proprietà del Nardò”. Poi c’è il settore giovanile: alcuni elementi sono già pronti per la prima squadra come Durante, Corvino e De Matteis, altri ne arriveranno. La speranza di Inguscio è di riuscire a far esordire nel corso dell’anno qualche ’95 e magari qualche ’96.
Aspettando l’offerta di De Vitis, il Nardò si rimette in moto con tanto enusiasmo e tanta concretezza.

 

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