Prima importante decisione in Italia dell’organismo di mediazione di Lecce in materia di “Diritti reali”. La mediazione è un moderno ed utilissimo strumento contro i vizi della giustizia ordinaria e contro i costi spropositati dei giudizi arbitrali.

Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione. In data 11/07/2011 il Centro di Mediazione e Conciliazione Aprile Group srl ha risolto brillantemente un’altra controversia civile dal valore di 170.000,00 euro. Una decisione che viene commentata da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dell’Hyperlink “http://www.sportellodeidiritti.org“. “La parte istante richiedeva l’annullamento di un contratto di compravendita a causa della presenza di vizi urbanistici insanabili ed un risarcimento danni per l’importo di 170.000,00 euro. La parte convenuta si opponeva in toto alle richieste. Il procedimento di mediazione veniva assegnato al dott. Massimo Maria Aprile che riusciva, in sole due udienze, a risolvere l’insorgenda controversia evitando un lungo e costoso giudizio per le parti. Sostanzialmente, il mediatore professionista, individuate le esigenze comuni delle parti, riusciva a mediare le stesse determinando la declaratoria della nullità del contratto e una parte di risarcimento per danni subiti. Il verbale di accordo veniva inviato al Presidente del Tribunale per l’omologazione per poi effettuare la trascrizione presso i registri immobiliari”. Secondo Giovanni D’Agata, la mediazione dovrebbe essere al centro del sistema giustiziario e non ai margini. Troppe richieste vengono portate in tribunale dalle imprese causando costi elevati e sproporzionati. Egli sostiene che l’amministrazione della giustizia civile è diventata troppo complessa, burocratica e inefficiente. “Molto spesso – prosegue – le questioni finiscono in tribunale anche se non c’è bisogno. In realtà molti casi non dovrebbero essere discussi in tribunale e questo stato di cose merita una revisione”.

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