On. Teresa BellanovaDopo i recenti casi di riduzione in schiavitù e sfruttamento del lavoro, l’On. Teresa Bellanova ed altri deputati pugliesi del PD interrogano il Governo allo scopo di sollecitare l’adozione di strumenti legali maggiormente efficaci per debellare questo drammatico fenomeno

“Il 26 maggio 2010” spiega la Bellanova “fu approvato, all’unanimità dalla Commissione lavoro della Camera dei deputati, il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sui fenomeni distorsivi del mercato del lavoro (lavoro nero, caporalato e sfruttamento della manodopera straniera). Una delle spinte innovative di questa indagine riguardava proprio l’approccio a tale fenomeno, poiché si riconosceva la rilevanza strategica assunta dalla manodopera straniera regolarizzata nell’attuale sistema economico e produttivo italiano. Congiuntamente si evidenziava, allo scopo di contrastare il fenomeno dell’irregolare e del sommerso, la necessità di aumentare la protezione sociale di coloro che risultano soggetti a sfruttamento, ad esempio attraverso il riconoscimento del permesso di soggiorno in caso di denuncia dei loro persecutori, mediante l’applicazione dell’articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione”.
“Era il 30 maggio 2008 quando la sottoscritta presentò una proposta di legge (n. 1220) per l’introduzione degli articoli 603-bis, 603-ter e 629-bis del codice penale e altre disposizioni contro il grave sfruttamento dell’attività lavorativa, nonché interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale. Ma, purtroppo, fino ad oggi non è stato dato alcun seguito a quella proposta”.
“L’attività che la magistratura e le forze dell’ordine mettono in campo per contrastare questi fenomeni è encomiabile, ma senza gli strumenti penali adatti è evidente che non potrà da sola riuscire ad estirpare completamente queste pratiche che continuano ad essere largamente diffuse”.
“Per questo” conclude la parlamentare PD “chiediamo all’esecutivo di accelerare l’esame di questa proposta di legge che da ben tre anni giace presso la Camera dei Deputati”.

 

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