La fine di questa esperienza amministrativa guidata da Carlo Russo – dichiara il consigliere Pasquale Gaetani – appare a tutti gli effetti un esempio di coraggio da imitare perché, finalmente, nella nostra città le persone perbene, come il Sindaco, che non accettano di soggiacere ad alcun condizionamento hanno la forza d’animo di andar via piuttosto che rimanere alla ricerca di equilibri sconvenienti per la città e i cittadini.

Mi spiace per chi ha posto in essere trame meschine e ricattatorie! C’è una Ruffano migliore, una Ruffano che ha deciso di voltare pagina, di mettersi alle spalle i tranelli e gli inganni. La Giunta Russo non era e non sarà mai un cavallo di Troia nel quale far salire gli sconfitti e i perdenti di sempre, per renderli prima vittoriosi e poi artefici del malaffare e dell’inganno perpetrato ai danni della collettività.
I signori che hanno firmato le dimissioni adesso dovranno assumersi la responsabilità di mettersi insieme e di andare a chiedere il voto ai cittadini che sapranno bene come ricompensarli, dal momento che noi spiegheremo per filo e per segno i risvolti di una scelta che ha tutte le connotazioni del ricatto.
Il Primo Cittadino, il sottoscritto e tanti altri consiglieri hanno mantenuto la schiena dritta e hanno detto: NO!
Noi non ci siamo piegati e abbiamo la fierezza e l’orgoglio di rivendicarlo ad alta voce, poiché chi si è battuto con ardore per ridare dignità a Ruffano, dopo gli scandali degli scorsi governi, non poteva permettersi il lusso di abbassare l’attenzione e la tensione morale.
Nelle prossime ore daremo il benvenuto al Commissario Prefettizio e poi ci prepareremo ad una campagna elettorale che ci vedrà ancor più attenti e permeabili alle infiltrazioni di chi, con la forza dei nostri consensi, spera di costruirsi vantaggi personali. 
Di partito degli onesti, ha parlato nelle settimane scorse il Segretario nazionale del mio partito, Angelino Alfano. È a quegli ideali, insieme alla tempra che proviene dalla mia formazione politica e ai valori che l’amicizia del Sottosegretario Alfredo Mantovano mi ha insegnato, che mi appellerò per restituire alla mia città un governo degno di questo nome e fiero della stima dei cittadini, come quello al quale Carlo Russo avrebbe certamente continuato a dare vita se non fosse stato ritenuto troppo “scomodo” dai Don Rodrigo in salsa ruffanese.

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