Il consigliere provinciale Pd, Roberto Schiavone, nella nota che segue puntualizza sulle accuse mosse dal presidente della provincia, Antonio Gabellone, all’indirizzo del governo regionale in ambito di trasporti urbani

“La politica dei trasporti della Provincia di Lecce continua ad essere un grande problema per l’Amministrazione provinciale. Difatti la S.T.P., per la quale si è aperta, a dire del PDL, una nuova stagione ha chiuso il bilancio 2010 con circa 4 milioni di euro di perdita e, per la verità rappresenta, paradossalmente, il frutto di un annunciato piano di risanamento. La Regione Puglia, dal canto suo e responsabilmente, ha già impegnato circa 1.140.000,00 euro per ripianare la perdita di propria competenza, mentre degli oltre 2 milioni e mezzo di euro di pertinenza della Provincia di Lecce non vi è traccia nel bilancio dell’Ente. Come risolve la questione il governo Gabellone? Annunciando un’azione legale nei confronti della Regione per gli aumenti ISTAT sul contratto di servizio dal 2001 ad oggi. Ricordiamo a Gabellone che tale richiesta non è nuova e che ha visto più volte l’Ente, anche in passato, impegnato a richiedere tali somme senza successo. Ricordiamo, inoltre, che la Regione destina alle Province risorse rivenienti dal governo nazionale e sappiamo tutti che i tagli imposti dal governo Berlusconi hanno causato a tutti gli Enti locali una contrazione sulla erogazione dei servizi, ivi compresi quelli dei trasporti.  Aspettiamo di conoscere come e quando la Provincia farà fronte ai propri impegni nei confronti di S.T.P., per il momento registriamo polemiche sterili sia da parte del presidente Gabellone che da parte dell’Amministratore Unico della Società, dott. Luigi Pepe, impegnato anch’egli a scaricare le colpe del dissesto della S.T.P. addirittura sulle forze sindacali (CGIL, UGL) responsabili, a parer suo, di non essere propositive e di difendere i lavoratori (compito precipuo delle OO.SS.). Suggeriamo agli interessati di ripensare la politica dei trasporti della Provincia mirata a contenere gli sprechi ed alla soppressione di rami secchi che in un periodo di crisi non è possibile mantenere”.

 

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