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E’ ancora in corso l’indagine della guardia di finanza di Lecce, nata da alcune segnalazioni di cittadini di Lecce e dei comuni limitrofi (tra cui Surbo, Cavallino, Squinzano e Monteroni), che non ricevevano la posta regolarmente e che ha portato alla scoperta di 3 quintali di posta destinata al macero indebitamente.

Le fiamme gialle hanno scoperto la posta dispersa con un controllo fatto alla ditta che si occupa di macerare tutte le missive che secondo un protocollo, quando non è possibile recapitarle al destinatario o rispedirle al mittente, vengono etichettate con un modello – chiamato 24B – che viene apposto sulle buste con una motivazione specifica per il mancato invio.

Quando le forze dell’ordine sono giunte presso la ditta – che ha sede nella zona industriale tra Nardò e Galatone –  hanno trovato un carico di 29 quintali di corrispondenza, che è stato perquisito e controllato. Tra questi per ora sono stati trovati 3 quintali di missive irregolari e i controlli continueranno con l’aiuto anche delle Poste Italiane, perché la mole di corrispondenza è tale da prolungare il lavoro.

Ricevute di ritorno mai riportate al mittente, lettere più o meno urgenti per cui non è stato nemmeno tentato il recapito, altre mai tornate indietro, missive riportanti il modello 24B in bianco e per cui condotte al macero senza motivazione giustificata, pacchi destinati a Bari… sono tantissimi i casi diversi per cui adesso le Autorità Giudiziarie stanno indagando.

E sono 5 le persone denunciate e indagate, tra cui 2 funzionari delle Poste Italiane, 2 capireparto e 1 caposquadra che devono rispondere di abuso d’ufficio, violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza, abuso d’ufficio e appropriazione indebita.

Le 5 persone segnalate pare che avessero inoltre ricevuto dei premi di produzione, proprio grazie al fatto che il loro lavoro si svolgeva senza accumuli e ritardi e quindi senza sospettare cosa invece ci fosse dietro.

La posta adesso è sottoposta a sequestro ed è al vaglio delle autorità giudiziarie e per il momento non verrà recapitata ai legittimi destinatari ma le fiamme gialle hanno lasciato intendere che una volta concluse le indagini potrebbero essere finalmente spedite.

 

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