In questi ultimi giorni, le Fiamme Gialle, hanno scoperto che un’azienda del posto, operante nel settore della vendita di articoli casalinghi e tessuti, si avvaleva di un lavoratore “in nero”.

Il servizio che ha portato al risultato evidenziato si è svolto mediante un preliminare lavoro di appostamento che ha consentito ai Militari, dapprima di individuare il numero dei dipendenti dell’azienda in questione e poi, successivamente, attraverso l’incrocio dei dati acquisiti dall’iniziale lavoro di osservazione con quelli scaturenti dalle dichiarazione rese dai lavoratori in sede di intervento, di verificare per ognuno di loro le reali mansioni svolte, l’effettivo impiego nell’arco dell’intera giornata e la data di inizio rapporto lavorativo.

La posizione del commerciante inadempiente, che aveva tra l’altro percepito aiuti pubblici regionali rivenienti dagli strumenti agevolati dei c.d. “ammortizzatori sociali” che, si ricorda, consistono in misure di sostegno al reddito finalizzate ad evitare  che i lavoratori, che nella normalità dei casi traggono dall’attività lavorativa il sostentamento per sé e per le proprie famiglie, rimangono privi di retribuzione quando il datore di lavoro non sia in grado, per motivi legittimi, definiti anche “cause integrabili”, di ricevere la prestazione lavorativa e di conseguenza non abbia più l’obbligo di corrispondere la retribuzione, sarà  anche valutata e sottoposta all’attenzione dell’A.G. per eventuali responsabilità penalmente rilevanti.

Le violazioni constatate in materia di “lavoro nero” saranno inoltrate, nei termini di legge, agli uffici competenti ai fini dell’irrogazione delle previste sanzioni amministrative.