Il TAR di Lecce, con ordinanza n. 560/2011, ha sospeso l’ordinanza con cui il sindaco della città di Gallipoli aveva ridotto il limite orario per effettuare attività di pubblico spettacolo ed intrattenimento musicale; tanto a seguito di un ricorso presentato da un gruppo di imprenditori balneari di Gallipoli, tutti aderenti ad Assobalneari Salento, patrocinati dal Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani e dall’Avv. Danilo Lorenzo.

La vicenda nasce dalla deliberazione n. 18 del 25.03.2011 con cui il Consiglio Comunale di Gallipoli aveva fornito indirizzo al Sindaco affinché rivedesse gli orari vigenti e relativi alle attività musicali svolte nei pubblici esercizi così come disciplinanti dalla normativa vigente con particolare riferimento alla L. 287/1991, alla L.R. 11/99, all’art. 68, 69 e 86 del T.U.L.P.S. e comunque ogni attività di diffusione sonora.
Si evidenzia che, anteriormente alla citata delibera di Consiglio, era possibile effettuare attività di pubblico spettacolo ed intrattenimento sino alle ore 03:00, con una ulteriore ora di c.d. “decantazione” sino alle ore 04:00 a volume ridotto e senza somministrazione di bevande alcoliche.
Successivamente al provvedimento del Consiglio Comunale il Sindaco di Gallipoli aveva incontrato gli operatori turistici e le associazioni di categoria e, dopo la predetta riunione su iniziativa di Assobalneari Salento, era stato presentato all’Amministrazione Comunale un documento a firma congiunta con cui venivano formulate una serie di proposte, ivi compreso l’impegno dei gestori degli stabilimenti balneari siti sulla litoranea Baia Verde, al fine di venire incontro alle esigenze della P.A. e della intera collettività, a far effettuare, a proprie spese e cura da idonei soggetti in regola con le norme previdenziali e lavoristiche, successivamente alla fine delle attività di intrattenimento, la pulizia costante del tratto di strada interessato. Tale proposta non veniva accettata dall’amministrazione.
Successivamente, con ordinanza n. 191 del 21.06.2011, il Sindaco del Comune di Gallipoli, dando seguito all’atto di indirizzo, provvedeva a modificare la disciplina degli orari delle attività di pubblico spettacolo ed intrattenimento, imponendo il limite dell’una e trenta.
Avverso detta ordinanza veniva proposto ricorso con cui si evidenziava la illegittimità di una modificazione dell’orario avvenuta in piena stagione balneare, con conseguente violazione dei principi di tutela dell’affidamento. Si rimarcava, altresì, la circostanza secondo la quale il limite imposto non era idoneo al raggiungimento degli obiettivi preposti (tutela della quiete pubblica e della sicurezza urbana) poiché l’Ordinanza Balneare della Regione Puglia in vigore per l’anno 2011 impone, per le 24 ore, a tutti gli stabilimenti balneari il limite sonoro di 50Db nelle ore serali e notturne, ovvero un limite assolutamente contenuto.
Si rimarcava, anche, la mancata considerazione della proposta “collaborativa” presentata all’Amministrazione Comunale dagli imprenditori, oltre alla irrazionalità della imposizione fissa ed uguale per tutto il territorio comunale, senza distinzioni in base alla ubicazione ed alla tipologia di attività svolta.
Il TAR di Lecce, con ordinanza n. 560/2011 (Presidente dott. Cavallari, relatrice dr.ssa Lattanzi) ha accolto la domanda cautelare affermando che i limiti delle immissioni sonore trovano adeguata tutela attraverso l’osservanza delle disposizioni regionali sull’utilizzo dei beni demaniali.
Lo stesso Giudice ha, poi, evidenziato che gli stessi ricorrenti avevano garantito, tramite la sottoscrizione di un documento presentato presso l’Amministrazione Comunale, che le attività di intrattenimento sarebbero state svolte a volume contenuto e che avrebbero provveduto alla pulizia straordinaria del tratto di strada ubicato in località Baia Verde (maggiormente interessato da fenomeni
di frequentazione) attraverso una pulizia straordinaria a propria cura e spese.
Ad avviso dei prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani e dell’Avv. Danilo Lorenzo, la citata ordinanza presenta profili di indubbia importanza giurisprudenziale: “Il Giudice amministrativo ha ritenuto di far rientrare l’intera vicenda nell’ambito dei concetti di razionalità e realtà dei fatti, laddove sussiste una espressa disposizione regionale che impone limiti sonori rigorosi tanto di giorno quanto di notte, con la conseguenza che non ha più ragion d’essere la riduzione dell’orario di diffusione sonora”.
Inoltre i due legali evidenziano l’importanza della statuizione giurisprudenziale laddove il Giudice amministrativo ha dato rilevanza alla volontà dei privati cittadini di offrire il loro apporto all’Amministrazione Comunale attraverso la predisposizione di azioni di pulizia della pubblica strada a mezzo di soggetti privati ed a cura e spese degli stessi imprenditori.

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