“Questa mostra – sostiene Luigi Ficacci – nasce dal desiderio di Marco Gastini di esprimere nel suo lavoro di artista l’ispirazione suscitata dall’esperienza del Salento e la fascinazione per il suo carattere arcaico e insieme contemporaneo.

È una mostra speciale, diversa dalla proposizione di nuovi lavori in spazi professionalmente rilevanti nella geografia internazionale dell’arte contemporanea. L’artista ha voluto intervenire nel luogo stesso da cui ha tratto le tensioni emotive che lo hanno portato verso la sperimentazione di nuovi materiali, nuove invenzioni e un modo del tutto specifico di rimeditare la sua intera attività artistica. Per questo gli spazi del Palazzo Baronale di Specchia, che saranno accessibili in occasione della mostra, sono parte integrante delle opere. In essi Gastini ha trovato concentrati le volumetrie, le materie, i colori, il fascino prodotto dall’impossibilità di distinguere la natura dal lavoro umano, che sono i caratteri propri da lui scoperti nella Puglia salentina”. Il percorso di Palazzo Risolo si snoda dagli anni sessanta e settanta fino ai giorni nostri: da una rivisitazione dell’opera del 1969 con fusioni in piombo e antimonio, “Macchie”, fino ad opere più recenti ed inedite che dialogano con gli spazi imponenti del Palazzo quattrocentesco. Il percorso prosegue a poca distanza da Palazzo Risolo, nelle sale di Spazio Cactus in cui l’artista propone divertissements in terracotta prodotti nei laboratori di maestranze salentine locali. Un doppio percorso, tra storia e contemporaneità, il cui fil rouge è dato dalla meravigliosa terra che ospita la mostra e dalla sua fervida tradizione artistica e architettonica.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

diciassette + 13 =