E’ stato presentato tra le polemiche, questa mattina a Palazzo Carafa, il progetto per l’Assegno di Cura, ovvero un beneficio economico di 500 euro mensili per la durata di un anno, destinato a persone disagiate.

Il bando di concorso, proposto dalla Regione e finanziato da questa, assieme ai fondi comunitari, è stato lanciato più di un anno fa, l’11 marzo 2010 ma solo il 21 giugno 2011 è stata finalmente stilata una graduatoria che per altro ha visto l’accettazione di sole 112 domande, rispetto alle 1112 spedite.
I motivi di tale ritardo sono stati attribuiti secondo il presidente dell’ambito di zona Roberto Martella, al cambio di rotta che lo scorso anno ha portato questo bando, di solito emanato dai servizi sociali, ad avere un cambio di procedure, attraverso i CAF e i Patronati e quindi sotto l’ala dell’ente regionale stesso.

 

Ciò ha allungato l’iter già difficoltoso per il numero dei partecipanti – si parla di 50.000 persone in tutto – e come se non bastasse, secondo la spiegazione di Martella, la Regione ha ammesso di aver voluto approfittare del lavoro svolto dagli assistenti sociali dei vari Ambiti, per ottenere uno screening della situazione dei bisognosi del territorio, “approfittando del lavoro gratuito degli operatori”.

Martella parla di “una situazione politica vergognosa, perché si è utilizzato questo bando per gli assegni di cura, per fare campagna elettorale a ridosso delle elezioni regionali, sulle spalle dei bisognosi.

Difficoltà burocratiche, errori dei CAF e molti altri ostacoli hanno permesso che una graduatoria di 3 mesi,, venisse fatta dopo un anno.”
Non solo, il bando a dire di Martella, non è stato fatto bene. “Sono state create delle grandi aspettative, illudendo il 90% dei partecipanti di poter ottenere l’assegno di cura.”

I requisiti di ammissibilità infatti, aprivano le porte per presentare la domanda ad anziani e disabili in condizioni di autosufficienza grave e non, che vivono soli, o in famiglia o in strutture socio-assistenziali e il cui reddito ISEE non superi i 15.000 euro.

Requisiti che tantissime famiglie della Regione sostengono e per cui necessitano di un assegno di cura. La grande aspettativa per ottenere il beneficio, è stata stroncata però dai criteri di valutazione, fatti tramite un punteggio che ha creato la graduatoria.

Questo punteggio, che considerava la composizione del nucleo familiare, l’ISEE , il reddito e soprattutto la gravità della condizione di non autosufficienza secondo il preciso indice di Barthel, ha ristretto i canditati ad una cerchia ristretta, deludendo quindi quasi tutti i candidati bisognosi di aiuto economico, che hanno immediatamente gridato all’inganno.

“Ma non c’è nessun inganno, anzi la Guardia di Finanza controllerà tutte le documentazioni presentate perché nessuno possa usufruire dell’assegno in maniera indebita. La graduatoria è comunque legittima, sono state le grandi aspettative che hanno illuso le 1000 famiglie che non riceveranno l’assegno.”

Roberto Martella ha inoltre risposto alle accuse della consigliera regionale Povero, che ha affermato che l’amministrazione di Perrone si è appropriata “indebitamente di un’iniziativa, l’assegno di cura, ideata dall’Assessore regionale Elena Gentile e interamente finanziata dalla Regione Puglia.”

“La Regione avrà anche finanziato l’iniziativa, – spiega Martella –  ma il lungo lavoro è stato svolto completamente dai servizi sociali di zona, per cui non ci vedo niente di male a presentare questo progetto e ad avvisare i cittadini della prossima pubblicazione della graduatoria.”

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