Il Consiglio Regionale blocca la possibilità di impiego di CDR come combustibile su tutto il territorio pgliese, in attesa della redazione di una convenzione tra la Regione Puglia e le Aziende che le obblighi al rispetto degli indirizzi fissati nel PEAR regionale. Impedendo che le Aziende continuino a decidere, come avvenuto sinora, in modo autonomo in materia di movimentazione e qualità del combustibile da utilizzare, la regione si è messa dalla parte dei cittadini in difesa della salute e del territorio.

Questa importante decisione è stata presa alla luce degli allarmanti dati di inquinamento di aria, terra e acqua, causa di enormi ed irreparabili danni alla salute dei cittadini pugliesi accertati dai dati epidemiologici stilati dalle ASL.
Decisiva è stata la mobilitazione dei cittadini organizzati in Comitati, Associazioni e Partiti, degli Ordini dei Medici, delle Associazioni a difesa della Salute e del Territorio, dalle Aziende agricole, zootecniche, agrituristiche salentine, che da oltre un anno stanno lanciando un grido di allarme per fermare l’ulteriore pericolo che deriverebbe dalla combustione di CDR.
“Non si può in maniera miope aggravare la situazione del territorio introducendo un ulteriore fattore di rischio e pretendendo che i cittadini facciano da “cavie da sperimentazione”, quando il ricorso all’incenerimento dei rifiuti è una pratica superata e dannosa, resa assolutamente inutile dall’adozione e applicazione virtuosa della Strategia Rifiuti Zero, già validamente utilizzata in moltissime parti di Italia con eccellenti risultati in termini di salute ambientale e di ricaduta occupazionale.
Non ci fermeremo finché la Strategia Rifiuti Zero non sarà una realtà pugliese, allontanando definitivamente lo spettro mortifero dell’incenerimento dalla regione Puglia, avviando, finalmente, una seria politica della vita con l’adozione dei modelli virtuosi realizzati a Capannori (Lucca) e Vedelago (Treviso), che facciano della nostra Regione un’avanguardia ed un esempio nazionale da seguire.
Ora ci aspettiamo che anche la Provincia di Lecce, chiamata a ridiscutere l’ordine del giorno sulla richiesta di Colacem di bruciare CDR, possa saggiamente e coerentemente ritornare sui suoi passi e decidere di bloccare l’autorizzazione fortemente non voluta e lesiva dell’incolumità di tutti i cittadini.
Dal canto nostro noi cittadini coscienti e consapevoli non abbasseremo per nulla l’attenzione su un problema così cruciale che tocca direttamente le nostre vite e sul quale non saremo più disposti a concedere “deleghe in bianco” a nessuno, pretendendo massimamente il rispetto del Diritto alla Salute ad alla tutela dell’ambiente, Bene primario e comune, dai quali lobbies con mire speculative devono assolutamente tenere le mani lontane”. Lo fanno sapere dal comitato intercomunale “Non inceneriamo il nostro futuro”.



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